Visualizzazione post con etichetta Arte. Mostra tutti i post
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venerdì 20 settembre 2019
Vincent van Gogh questo post è dedicato a te.
Caro Vincent come vorrei che tutto ciò potesse accadere veramente.
Ti ho apprezzato sin da giovane ed ora che sono una vecchietta, ti stimo sempre di più.
venerdì 23 aprile 2010
Il salto delle rane
Sotto il ponte settecentesco, che congiunge Carignano con Sarzana, sorgeva l’antica ed operosa Via Madre di Dio.
Da alcuni decenni, al posto di questo quartiere, architetti privi d’ogni senso estetico, hanno progettato: il centro ligure.
Un complesso di orribili e moderni edifici, paragonabili ad un mare di cemento, al termine del quale sorgono i denominati "giardinetti di plastica".
Ieri, mentre mi recavo alla sede Inps, il mio sguardo è stato catturato da un bellissimo murales, firmato dal write: la traccia
Come le rane costrette a vivere in una scatola di cartone dalla quale esce l’acqua, anche noi eravamo liberi nel verde, ci hanno catturato, manipolato e lusingato per costringerci a vivere in misere e maleodoranti città.
Il murales mi ha trasmesso con la sua forza narrativa, la nostalgia delle cose perse per sempre.
Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista e sarebbe bellissimo se l’autore del disegno, per un caso fortuito, mi potesse spiegare il vero significato.
domenica 10 febbraio 2008
Medusa decapita Perseo
| Particolare di un quadro di Carlo Maria Mariani. |
Perseo
e Medusa, hanno rappresentato per secoli la lotta per la supremazia
dell’uomo sulla donna. Nell’antica Grecia, lo sguardo femminile era
ritenuto pericoloso e Perseo, simbolo della razionalità maschile,
evitava con ogni mezzo quello di Medusa e per non cadere in suo possesso
la decapitò.
Con questo gesto, l’uomo annientò la donna e la ridusse a un ruolo subalterno.
Questa situazione si è perpetuata fino a pochi decenni fa, ma oggi il ruolo della donna è mutato profondamente.
La supremazia del maschio vacilla paurosamente e il suo potere è messo in discussione anche da nuove ricerche scientifiche.
Gli uomini, da sempre numericamente inferiori, oggi sembra stiano diventando anche inutili.
Per
procreare, la femmina sarebbe in grado di fare a meno del maschio. I
nuovi metodi di fecondazione assistita e la manipolazione genetica,
stanno sottraendo all’uomo il suo ruolo. A mio avviso si prospettano
scenari da incubo, in un nuovo mondo di sole donne, che saranno in grado
di riprodursi e generare artificialmente solo neonati con il cromosoma X. Il destino degli Y si avvierà inevitabilmente verso il crepuscolo.
Non
era questo che personalmente desideravo, quando negli anni sessanta
lottavo per i diritti delle donne e speravo di riuscire a vedere
una.....
UMANITA’, finalmente capace di volare con due ali (donna-uomo) ugualmente sviluppate.
martedì 29 gennaio 2008
I miei amici
Le
foto rigorosamente in bianco e nero, ritraevano persone d’ogni età,
concentrate a leggere, nei luoghi più disparati e in posizioni
impensabili.
In
quegli anni, ero già una “buona” lettrice, ma non avrei mai immaginato
che questa passione potesse diventare un bisogno vitale.
Non
esco mai sola, perché nella mia borsa ho sempre un libro pronto a farmi
compagnia. Adoro leggere in treno ma non disdegno le panchine nella
penombra dei parchi e delle piazze. La lettura ha un potere terapeutico
sul mio umore, perché mi trasmette pace e serenità. Sono solita lasciare
tra le pagine dei miei libri, articoli ritagliati da giornali e
bigliettini d’auguri, per ritrovarli dopo tanti anni ingialliti dal
tempo.
Il
mio rapporto con essi è possessivo. Mi piace accarezzarli, annusarli,
vergarli con la matita e renderli miei per sempre, imprimendo sulla
prima pagina, il timbro personalizzato del mio ex libris.
giovedì 13 dicembre 2007
Omaggio a Bueno
![]() |
| L'originale di Antonio Bueno |
Anni
or sono, esortai il mio consorte a riprodurre (falso d’autore) uno dei
celebri marinaretti di Antonio Bueno, che da allora rallegra una parete
della mia casetta.
Quest’artista,
con la sua pittura ha il potere di rilassarmi e di farmi fantasticare.
Adoro la meticolosità del suo tratto, ordinato e sottile, il nitore e la
precisione che traspare dalle sue tele.
I
volti che ha raffigurato (lavoratori, donne e bambini) sembrano non
tradire alcun sentimento o pensiero. Sono assenti, attoniti e stupiti
per l’assurdità della vita. La pittura è semplice ed ermetica ma carica di mistero. Osservando
i suoi quadri, sempre di dimensioni contenute, a prima vista Bueno può
apparire un pittore naif ma la sua pittura satura di significati e
sottintesi lo rende un raffinato intellettuale. Fu un accanito lettore,
enigmista, musicologo, cosmopolita, gran conversatore, amico di artisti e
scrittori come Argan, Sanguineti, De Chirico, Praz, Quasimodo e Camus.
Visse
con il fratello Xavier (anche lui pittore) una vita difficile e stentò
ad affermarsi a causa delle sue idee anticonformiste e politiche (comunista). Il
successo le arrise alla fine della vita. Morì (1918-1984) per cirrosi
epatica causata dal contatto dei colori che sfumava sulla tela
direttamente con le dita.
Oggi
com’è di consuetudine, seguendo il canone dei grandi pittori è
riconosciuto e acclamato (post mortem) dalla critica, che ha fatto
lievitare i prezzi dei suoi dipinti. Ammiro quest’uomo anche perché fu
un attento conoscitore dell’universo femminile, dedicando molte
sue opere al ruolo sociale che le donne conquistarono nel novecento.
martedì 18 settembre 2007
Dedicato agli smemorati
Le poste italiane, ogni anno emettono in media circa 80 nuovi francobolli.
Tra essi, ve ne sono alcuni molto belli a livello grafico ed altri interessanti per il contenuto.
Questo
pomeriggio ero intenta a sistemare i nuovi acquisti nell’apposito album
e la mia attenzione si è focalizzata su di un francobollo, emesso il 14
aprile 2007, dedicato al 50° anniversario della morte di Tomasi di
Lampedusa.
Nel
1958 di questo scrittore, ironico interprete dei mutamenti
storico-sociali e delle prassi trasformistiche della politica di quei
tempi, uscì postumo il libro: il gattopardo.
Il
personaggio principale del romanzo, don Fabrizio, principe di Salina,
pronuncia una frase”lungimirante”: Cambiare tutto per non cambiare
nulla.
Queste parole, sono di grande attualità ed esprimono anche il mio disincanto nei confronti di chi promette e poi disattende.
martedì 21 agosto 2007
Il sublime pittore del Sensibile
A
Maggio avevo scritto un post nel quale raccontavo che Van Gogh, oltre
ad essere uno straordinario pittore, possedeva una profonda conoscenza
astronomica.
In
questi giorni ho letto con stupore che nel quadro intitolato: “Il
Dottor Gaschet”, Vincent riuscì a spiegare attraverso la sua arte, cosa
era la depressione, ben dieci anni prima di Freud.
Il
quadro ritrae il medico, che si era laureato con una tesi che trattava
questa malattia, in una posa simile ad un’opera grafica di Durer,
intitolata: la melanconia.
Se
osservate attentamente il dipinto, l’uomo ha i capelli rossi (come
l’artista), il suo volto triste è appoggiato su di un braccio piegato in
un atteggiamento tipico dello scoramento. Sulla fronte aggrottata, si
notano alcune rughe, mentre lo sguardo appare assente e perso nel
vuoto.Gli angoli della bocca che tendono verso il basso, fanno trapelare
il disgusto nei confronti della vita. Vicino a due libri (tomi sulla
malinconia) appoggiati su di un tavolo, il pittore ha dipinto una pianta
di digitale, con la quale a quei tempi si cercava di curare invano la
malattia.
Tutte
queste caratteristiche oggi sappiamo che sono chiari sintomi della
depressione, malattia subdola che se non è riconosciuta, sfocia in mille
altre patologie, rendento la quotidianità del malato invivibile.
Van
Gogh ha dipinto Gachet ma il quadro è chiaramente un autoritratto e la
depressione non curata sarà la causa che poterà il mio amato Vincent al
suicidio.mercoledì 15 agosto 2007
L'Angelo di mio marito
Ho
deciso di modificare il template che mi rappresenta sul blog, con una
fotografia di un’opera d’arte che si trova nel Cimitero monumentale di
Genova, il più grande d’Europa.
In
questi mesi attraverso i miei scritti, credo sia trapelato che
purtroppo non possiedo il dono della Fede, al contrario di mio marito
che crede fermamente anche alla presenza angelica …. “.In effetti, ne ha
sposato uno!”
In
questi giorni mi ha trascinato a vedere la scultura, conosciuta come
l’Angelo della Resurrezione di Giulio Monteverde (1837-1917), eseguita
nel 1882 per decorare la tomba della famiglia Oneto. Davanti a tanta
perfezione, il consorte asserisce che per raggiungere tali livelli, la
mano dello scultore deve essere stata guidata da forze soprannaturali.
In
effetti, osservando l’angelo sono rimasta colpita da tanta bellezza ma
ciò che trovo veramente originale è il suo volto ambiguo e la postura
conturbante.
Lo
sguardo distaccato, carico d’emotività sensuale sembra aver perso la
sua connotazione cristiana di guida al Paradiso, per diventare solo
testimone del profondo e insondabile mistero della vita e della morte
proprio come piace a me.
sabato 26 maggio 2007
Un quadro, manuale di astronomia.
Tutti sanno che Vincent Van Gogh(1853-1890) era un grande pittore.
Pochi sospettavano che nei suoi dipinti si nascondesse anche una vera passione e conoscenza dell'astronomia.A prima vista le stelle sono dipinte come gigantesche spirali di luce ma Vincent rappresenta il cielo notturno con assoluta precisione. Per provarlo un astronomo francese, Jean Luminet, ha ricostruito i cieli notturni della Provenza nei giorni in cui Vincent li dipinse così come avrebbero dovuto essere visibili nella stessa prospettiva del pittore. Il risultato è stato sorprendente:la posizione delle stelle dei pianeti(Venere) e costellazioni(Ariete e Pesci) è rispettata nei minimi dettagli.
Pochi sospettavano che nei suoi dipinti si nascondesse anche una vera passione e conoscenza dell'astronomia.A prima vista le stelle sono dipinte come gigantesche spirali di luce ma Vincent rappresenta il cielo notturno con assoluta precisione. Per provarlo un astronomo francese, Jean Luminet, ha ricostruito i cieli notturni della Provenza nei giorni in cui Vincent li dipinse così come avrebbero dovuto essere visibili nella stessa prospettiva del pittore. Il risultato è stato sorprendente:la posizione delle stelle dei pianeti(Venere) e costellazioni(Ariete e Pesci) è rispettata nei minimi dettagli.
lunedì 16 aprile 2007
Giornata epocale
Il
14 e 15 aprile ho partecipato con Missmeletta al congresso “Un giorno
speciale, un mondo senza fili”, tenutosi alla stazione Leopolda di
Firenze. Questa struttura è un grande e suggestivo spazio, (unico nel
suo genere) che ospita eventi e manifestazioni legate alla cultura e
alla creatività.
Durante
la Convention, (prima mondiale) sono stati presentati nuovi apparecchi
acustici danesi che, segnano una svolta “epocale” per audiolesi e
audioprotesisti.
Questa
tecnologia (Rise) permette il collegamento ai dispositivi Bluetooth,
come telefoni cellulari, lettori MP3, navigatori satellitari ecc,
direttamente attraverso le protesi acustiche, senza collegare ulteriori
fili.
Ospite
di quest’evento è stato il maestro Giorgio Albertazzi, che ha
intrattenuto il pubblico con aneddoti personali ed ha declamato “La
pioggia nel pineto”.Con questa poesia consona all’evento, l’attore è
riuscito a trasmettere a tutta la platea, suggestive e magiche emozioni.
Al
congresso è seguita una stupenda cena di gala, durante la quale sono
stati serviti piatti d’alta cucina e pregiati vini toscani.
Naturalmente
mi ha fatto da cornice a quest’interessante giornata: la bellezza di
Firenze, la gioia di essere riuscita a parlare con Albertazzi che mi ha
gentilmente vergato una dedica sul mio libro de chevet“Le memorie
diAdriano”e naturalmente .....l’allegra compagnia di mia figlia.
martedì 6 marzo 2007
Partecipazione
(Pelizza da Volpedo Il quarto stato)
Non stare davanti a me,
potrei non seguirti;
non stare dietro di me,
potrei non esserti di guida;
ma, sta al mio fianco e
sii semplicemente mio amico.
potrei non seguirti;
non stare dietro di me,
potrei non esserti di guida;
ma, sta al mio fianco e
sii semplicemente mio amico.
Albert Camus
lunedì 29 gennaio 2007
Morire davanti ad un quadro
Mi
era noto che al cospetto di un’opera d’arte gli esseri umani qualche
volta sono vittime della sindrome di Stendhal, che è una sensazione di
malessere diffuso ed improvviso (specialmente vertigini) ma di breve
durata.
Leggendo
“La prigioniera”, quinto libro appartenente: “Alla ricerca del tempo
perduto” scritto dal sublime Proust, sono venuta a conoscenza che lo
scrittore fa addirittura morire un suo personaggio davanti ad un quadro.
L’uomo
a cui accade questo fatto è lo scrittore Bergotte. Erano mesi che non
usciva da casa a causa della sua salute precaria. Un giorno lesse su di
una rivista un articolo scritto da un critico d’arte, che annunciava
l’imminente mostra d’alcuni pittori olandesi.
Con
molta fatica e sofferenza, Bergotte si recò all’esposizione per
rivedere in particolare “La veduta di Delft" (1658) dipinta da Vermeer
(prestata dal Museo dell’Aja). Lo scrittore adorava questo quadro, che
considerava il più bello del mondo e del quale gli sembrava di sapere
tutto. Giunto davanti alla tela, all'improvviso il suo sguardo fu
catturato da un piccolo lembo di muro giallo, dipinto così bene da
apparirgli, come il simbolo stesso della perfezione: quella perfezione
che Bergotte credeva di aver raggiunto dedicando la sua vita alla
scrittura. Il malessere aumentò e prima di crollare rovinosamente a
terra pensò: “ E’ così che avrei dovuto scrivere. I miei ultimi libri
sono toppo secchi, avrei dovuto stendere più strati di colore, rendere
la mia frase preziosa come quel piccolo lembo di muro giallo."
In
realtà Bergotte non è altro che Proust, il quale nel 1921 visitò
realmente quella mostra e davanti a tanta bellezza si sentì male e prese
la decisione di aggiungere colore alla sua scrittura.
mercoledì 3 gennaio 2007
Considerazioni
Le generazioni precedenti alla mia,
hanno lottato duramente e a caro prezzo, sacrificando anche la propria
vita per umanizzare il lavoro all'interno delle fabbriche.
Ci siamo illusi di avanzare verso la liberazione perchè oggi ci ritroviamo ancora più prigionieri degli alienanti processi della catena di montaggio.
La foto che vi posto pone una domanda inquietante.
Ci siamo illusi di avanzare verso la liberazione perchè oggi ci ritroviamo ancora più prigionieri degli alienanti processi della catena di montaggio.
La foto che vi posto pone una domanda inquietante.
Sarà questo il modello di lavoro per ritornare ad essere una nazione competitiva, considerando che sono stati bloccati i finanziamenti per la ricerca scientifica e tecnologica?La foto scattata dal fotografo Edward Burtynsky, immortala diecimila donne, avvolte in bizzarre tuniche color lilla, impegnate a sezionare polli.
La fabbrica in questione si chiama Manufacturing N°17 (mi ricorda tanto i campi di sterminio) ed è ubicata a Dehui, provincia di Jilin (CINA).
Questa foto è stata esposta insieme a dipinti, sculture, video e filmati, in una mostra svoltatsi a Genova.
Titolo: TEMPO MODERNO. Da van Gogh a Warhol. Lavoro, macchine e automazione delle arti del Novecento.
Vi assicuro è stata un'esperienza forte.
che mi piacerebbe condividere con tutti gli italiani, rendendo questa
mostra itinerante.
domenica 17 dicembre 2006
Il mio tatuaggio
Il mio tatuaggio
Oggi,
ho deciso di farvi una confidenza, per permettervi di conoscermi
meglio. Sul polso destro ho un tatau (fatto quando non era ancora di
moda) ispirato all’arte Polinesiana. Per creare questi tatuaggi,
prevalentemente sono usati i seguenti motivi: cerchi, immagini
geometriche o ispirate alla natura, al mondo vegetale o animale. Per i
polinesiani, il tatuaggio era un simbolo di potere.Descriveva
l’appartenenza ad un determinato rango sociale ed aveva anche lo scopo
di riprodurre una sorta di cronologia dei fatti principali della vita
della persona che li possedeva. Dopo questo preambolo, voi penserete,
che senso ha tutto questo con te, piccola donna
insignificante? Invece ha un significato. Ho deciso di personalizzare
una parte del mio corpo che mi fosse sempre visibile per stimolare la
forza che era nascosta dentro di me ed usarla in certi momenti critici
della quotidianità.
Come potete vedere il disegno rappresenta:
La tartaruga, simbolo della longevità.
La
salamandra, che sopravvive nel fuoco lo è della perseveranza, mentre
l’uccellino ha il potere di proteggermi attraverso un telo, che tiene
tra il becco dalle avversità della vita.
Tre animali pacifici ma potenti che rispecchiano il mio carattere.
Il mio tatuaggio mi “aiuta “a combattere gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna. Naturalmente bisogna crederci.
giovedì 23 novembre 2006
I mangiatori di patate
Vidi per la prima volta questo quadro, su di una rivista d'arte di mio zio e fu.....amore a prima vista!
Van Gogh dipinse "I mangiatori di patate" nel 1885. La tela ritrae una scena di vita familiare in una misera capanna di Nuenen (Olanda). Intorno ad un tavolo cinque contadini, sotto la luce avara di un lume, consumano la cena a base di patate bollite e caffè. La luce fioca mette in risalto i visi sconvolti dalla fatica e le mani grandi e sgraziate, per il duro lavoro. La tela è dipinta in una tonalità verdastra, come le patate che hanno avuto un colpo di gelo.
La riproduzione di questo quadro campeggia nella mia camera da letto. Mi rammenta sia quando mi abbandono nella braccia di Morfeo, sia al mio risveglio che il ciclo della vita rinasce senza posa attraverso il mistero della terra Nutrice. Da questa tela traspare questa filosofia : accontentarsi di avere di che mangiare, bere,vestire e dormire. In questo mondo invaso da cose inutili e superflue per me questo è un memento.
Grazie VINCENT!
Van Gogh dipinse "I mangiatori di patate" nel 1885. La tela ritrae una scena di vita familiare in una misera capanna di Nuenen (Olanda). Intorno ad un tavolo cinque contadini, sotto la luce avara di un lume, consumano la cena a base di patate bollite e caffè. La luce fioca mette in risalto i visi sconvolti dalla fatica e le mani grandi e sgraziate, per il duro lavoro. La tela è dipinta in una tonalità verdastra, come le patate che hanno avuto un colpo di gelo.
La riproduzione di questo quadro campeggia nella mia camera da letto. Mi rammenta sia quando mi abbandono nella braccia di Morfeo, sia al mio risveglio che il ciclo della vita rinasce senza posa attraverso il mistero della terra Nutrice. Da questa tela traspare questa filosofia : accontentarsi di avere di che mangiare, bere,vestire e dormire. In questo mondo invaso da cose inutili e superflue per me questo è un memento.
Grazie VINCENT!
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