Sono seduta sulla panchina situata nel belvedere Don Ga (dedicato a Don Gaspare Canepa-educatore).Questa piazzetta si trova in Corso Firenze, viale alberato della circonvallazione di Genova. Il panorama è mozzafiato e spesso durante le mie passeggiate sosto ad ammirare dall'alto, la mia amata città.
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sabato 22 agosto 2020
martedì 4 agosto 2020
Inaugurazione ponte San Giorgio Genova
La natura ci ha regalato questo bellissimo arcobaleno, che abbraccia il nuovo ponte San Giorgio.
Il mio pensiero è dedicato alle 43 vittime innocenti del crollo ponte Morandi.
Le ultime a essere riconosciute furono Cristian Cecala, la moglie Dawna e la figlia Kristal, di 9 anni, di Oleggio (Novara).
Con loro tra gli ultimi riconosciuti c'era Mirko Vicini, 30 anni, di Genova, operaio Amiu.
Marian Rosca, camionista romeno di 36 anni, che viaggiava col collega Anatoli Malai, di 44 anni.
Una famiglia arrivava da Pinerolo: Andrea Vittone, nato a Venaria Reale, 50 anni, la moglie Claudia Possetti, nata a Pinerolo, 48 anni, i figli della donna Manuele e Camilla di 16 e 12 anni.
Un'altra famiglia sterminata da ponte Morandi è quella dei Robbiano che vivevano a Campomorone (Genova): il padre Roberto, 44 anni, nato a Genova, la madre Ersilia Piccinino, 41 anni, nata a Fersale (Catanzaro), il figlio Samuele, 8 anni.
E ancora: Andrea Cerulli, 48 anni, di Genova;
Elisa Bozzo, 34 anni, nata a Genova e residente a Busalla (Genova);
Francesco Bello, 42 anni, di Serrà Riccò (Genova);
Alberto Fanfani, 32 anni, nato a Firenze, fidanzato con Marta Danisi, 29 anni, nata a Sant'Agata di Militello (Messina);
Stella Boccia, 24 anni, nata a Napoli e residente a Civitella Val di Chiana e il fidanzato Carlos Jesus Erazo Truji, 27 anni peruviano.
Erano 4 gli amici che tornavano a casa dopo una vacanza in Spagna, a Torre del Greco (Napoli): Giovanni Battiloro, 29 anni, Antonio Stanzione, 29 anni, Gerardo Esposito, 27 anni e Matteo Bertonati, 27 anni.
Giorgio Donaggio, 57 anni, nato a Genova e residente a Toirano (Savona);
Alessandro Campora, 55 anni, nato a Genova;
Giovanna Bottaro, 43 anni, di Novi Ligure (Alessandria);
Vincenzo Licata, 58 anni, nato a Grotte (Agrigento);
Luigi Matti Altadonna, 35 anni, nata a Genova;
Angela Zerilli, 58 anni, nata a Corsico (Milano);
Gennaro Sarnataro, 43 anni, nato a Volla (Napoli);
Alessandro Robotti, 50 anni, nato a Alessandria;
Bruno Casagrande, 57 anni, nato a Antonimina (Reggio Calabria) residente a Genova, collega di Mirko Vicini in Amiu.
Un gruppo di vittime erano francesi: Axelle Place 20 anni, Nathan Gusman 20 anni, Melissa Artus 22 anni, William Pouza 22 anni.
I morti cileni sono Juan Ruben Figueroa Carrasco 59 anni residente a Genova, Leyla Nora Rivera Castillo 48 anni, Juan Carlos Pastenes 64 anni.
Due i morti albanesi: Admir Bokrina 32 anni, Marius Djerri 22 anni.
Una vittima era colombiana: Henry Diaz Henao, 38 an
venerdì 19 giugno 2020
il Matitone e l'arcobaleno
La settimana scorsa mi sono alzata presto come al solito. Ho aperto la tapparella e mi si è presentato questo spettacolo. Ho immortalato l'attimo scattando una foto.
Alla destra dell'arcobaleno, sorge un palazzo denominato: il matitone. Mi piace pensare che sia stato lui a tracciare vicino alla Lanterna, questo splendido arcobaleno.
Un pensiero allegro per iniziare una giornata e affrontarla positivamente, nonostante che la vita quotidiana a Genova, sia diventata un incubo.
martedì 28 aprile 2020
Il ponte che riunisce Genova
A mezzogiorno in punto, l'ultima campata del nuovo ponte di Genova è stata issata. Le navi in porto hanno salutato questo momento con le sirene spiegate, seguite dallo scampanio festoso di tutte le chiese di Genova.
E' stato un momento emozionante e il mio pensiero è volato alle 43 vittime del crollo del ponte Morandi avvenuto il 14/08/2018.
Grazie architetto Renzo Piano, che hai donato il progetto alla nostra città.
Girato da Missmeletta.
sabato 7 marzo 2020
Panchina numero 6
La panchina su cui mi sto rilassando, si trova nel parco denominato: "Acquasola", a pochi metri dal centro città di Genova. Mi siedo e rivedo quella bambina felice e spensierata, che giocava in questo giardino, per interi pomeriggi, in compagnia dei suoi amichetti. Il tempo è trascorso inesorabile e in un batter d’ali, mi sono ritrovata vecchia ma non ho smesso di frequentare il parco. Oggi l’Acquasola è degradata rispetto a 60 anni fa. Il popolo è riuscito a salvarla dalle mani di chi voleva trasformarla in un parcheggio ma parecchi alberi sono stati tagliati, prima di riuscire a fermarli.
Lui è sempre li.....
Unico cedro del libano, tra decine di platani. Solo, come i grandi uomini che qui hanno passeggiato(Nietzsche) . Bello, imponente e custode di questo luogo . Le sue radici si perdono negli infiniti cunicoli sottostanti, in cui sono stati accatastati cumuli di ossa dei genovesi, falciati dalla morte nera. La peste ,del 1657, che uccise due terzi dei suoi abitanti. Il tempo passa e purtroppo... la storia si ripete.Lui è sempre li.....
lunedì 17 febbraio 2020
Panchina numero 5
La panchina sulla quale sono seduta, si trova a Boccadasse (Boca d'azë o Bocadâze in genovese), antico borgo marinaro del comune di Genova. E' posizionata sulla terrazza accanto alla chiesa di San Antonio ed è il punto di arrivo delle mie lunghe passeggiate. Mi siedo ad ammirare le sfumature del mare e le caratteristiche casette del borgo, color pastello. Respiro profondamente l'aria salmastra che il vento nebulizza, ed è subito....pace.
lunedì 10 febbraio 2020
Panchina numero 4
Questa panchina si trova sulla spianata di Castelletto,vicino all'ascensore che Caproni rese famoso in una sua poesia.
....
Quando mi sarò deciso d'andarci
in paradiso
ci andrò con
l'ascensore di
Castelletto.......
Mi siedo su questa panchina per ammirare le bellezze della mia amata Genova.
Il panorama è mozzafiato e ogni volta che lo osservo non posso fare a meno di commuovermi.
La Superba da questo luogo è veramente tale.
lunedì 17 giugno 2019
Panchina n° 3 LA MIA PREFERITA
giovedì 6 giugno 2019
PANCHINA n° 2
Questa panchina si trova in Via Mura delle Capuccine a Genova. Su di essa mi siedo spesso per riposarmi ed ammirare il paesaggio durante le mie camminate. Mi piace guardare senza essere vista e contemplare lo spettacolo che mi circonda. Sedersi sulle panchine a leggere, discutere o semplicemente pensare ai fatti propri, è diventato un atto anarchico.
Sarà per questo motivo che le panchine, ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e abitare la città e lo spazio, spariscono una dopo l'altra in tutta Italia?
Location:
Genova.
lunedì 6 novembre 2017
giovedì 8 dicembre 2016
lunedì 12 novembre 2012
Cremagliera Principe-Granarolo
Riapre al pubblico la cremagliera di Granarolo
Martedì 13 novembre l´impianto ultracentenario di Amt riapre al pubblico. Si tratta della ferrovia a cremagliera di Granarolo, classe 1901, che con i suoi 111 anni e oltre 1.000 metri di percorso collega da più di un secolo Principe con Granarolo. L´importante intervento di consolidamento e rinnovamento ha restituito alla città il servizio sull´intera tratta, servizio che partirà domani, martedì 13 novembre, con la prima corsa delle 6.00 dalla stazione superiore di Granarolo.
La ferrovia è stata sottoposta a complessi interventi di consolidamento e ristrutturazione che hanno riguardato la parte strutturale della linea, le fermate e l´accessibilità. L´obiettivo è stato di incrementarne la sicurezza e la fruibilità con il consolidamento dei muri di sostegno, la ristrutturazione della sede ferroviaria e della linea aerea e l´abbattimento delle barriere architettoniche grazie alla collaborazione della Consulta Comunale e Provinciale per i Problemi dell´Handicap. I lavori finanziati dalla Regione Liguria hanno interessato la parte alta della ferrovia compresa tra via Bari e Granarolo, per 700 metri di percorso. Tra le novità più rilevanti la costruzione di 3 nuove fermate e gli interventi per rendere accessibile la cremagliera, fino ad un anno fa impraticabile per le persone diversamente abili.
Particolare attenzione è stata riservata alla valorizzazione storica dell´impianto che, nella tratta compresa tra via Bari e Granarolo, è sottoposto a vincolo paesaggistico ambientale; gli interventi sono stati realizzati rispettando le direttive della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria.
Particolare attenzione è stata riservata alla valorizzazione storica dell´impianto che, nella tratta compresa tra via Bari e Granarolo, è sottoposto a vincolo paesaggistico ambientale; gli interventi sono stati realizzati rispettando le direttive della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria.
Si chiude con la ferrovia a cremagliera il piano delle grandi manutenzioni e revisioni ventennali degli impianti cittadini che hanno impegnato azienda e istituzioni negli ultimi anni, ricordiamo le revisioni ventennali delle funicolari Zecca Righi e Sant´Anna, gli articolati interventi all´Ascensore di Castelletto Levante, le revisioni degli ascensori Monumentale, Manin e Crocco.
sabato 10 novembre 2012
sabato 25 ottobre 2008
Aglio
L'avorio prezioso di Pablo Neruda
La passione per questa gigliacea, tradisce la mia origine francese e ligure.
In casa mia non manca mai la tipica treccia d'aglio appesa vicino alla finestra, che in genovese si chiama "a rèsta" e nella tradizione popolare allontana gli spiriti malvagi che mal lo sopportano.
Una curiosità: durante i loro viaggi a Genova due personaggi del nostro tempo, uno politico e l'altro spirituale, si sono fatti cucinare il pesto rigorosamente senza aglio.
Personalmente avrei messo sotto i loro nasini:
L'AGGIADDA
8 spicchi d'aglio
1 bicchiere di aceto bianco
mollica di due panini
1 bicchiere di vino bianco secco.
Pestare e amalgamare il tutto e fare addensare due minuti sul fuoco.
venerdì 18 gennaio 2008
Sestri come Montmartre
La
ditta in cui lavoro, è ubicata a Sestri Ponente e per raggiungere
questa delegazione di Genova, come mezzo di trasporto prediligo il
treno. Nelle giornate miti, per assecondare la mia passione di
“flaneuse”, mi piace arrivare in anticipo. Adoro passeggiare o
crogiolarmi dieci minuti al sole, seduta su di una panchina, nella
storica Piazza Baracca (teatro di tante lotte operaie). Questo mitico
luogo è soprannominato: ”Ciassa dei belin molli” perché è frequentato
prevalentemente da allegri pensionati, che discutono tra loro, con la
tipica cantilena genovese.
Mi
piace ascoltare il loro vocio, che si confonde con il cinguettio dei
passeri.In questa piazza il tempo sembra scorrere più lento e m’illudo
di vivere nella Parigi di Prèvert. Osservo le mimiche dei loro visi
vissuti e come una ladra, rubo frammenti dei loro racconti.Uno di loro
l’altro giorno ha attirato la mia attenzione, apostrofando un amico col
termine: ”PITTIMA”. Mi sono messa a ridere e l’anziano signore con
gentilezza mi ha chiesto se sapevo a cosa si riferisse.
Ma certo, gli ho risposto, anche il grande Fabrizio de Andrè ha usato questa parola come titolo per una sua canzone.
La
PITTIMA, era “assoldata” dai creditori per recuperare il pagamento dei
debiti insoluti. Questo personaggio, dopo alcuni tentativi bonari andati
a vuoto, seguiva il debitore e nel momento in cui si trovava in un
luogo affollato, dove tutti potessero sentire, lo invitava,
platealmente, ad onorare il dovuto.
Il
debito oggi è definito FINANZIAMENTO ed è stipulato anche per
l'acquisto di oggetti superflui e le pittime si sono trasformate in
addetti alla riscossione crediti per “rispettabili” agenzie finanziate
da banche.
“ E PALANCHE FAN PALANCHE”.
martedì 8 gennaio 2008
Il matitone
Nel
1761, la moglie di Kaspar Faber, ebanista di Norimberga, andava in giro
per mercatini e fiere, cercando di vendere l’invenzione del marito: la
matita.
Personalmente non posso fare a meno del caro "lapis" anche se oggi, per molti è diventato vecchio e desueto.
Ad
avere questo vezzo non sono la sola, poiché uomini illustri come Van
Goog, Gunter Grass, Heinrich Boll, Conan Doyle e Fellini, hanno
confidato nelle loro interviste di avere avuto per questo “oggetto”una
vera passione.
Mi
piace prendere appunti con il lapis sia a casa, sia in ufficio.Lo
ritengo un ponte che mi conduce nel passato, quando la vita aveva ritmi
più lenti e ci si poteva permettere di interrompere il lavoro, temperare
la punta ed approfittarne per riordinare le idee.
Nel
1992 a Genova, fu inaugurato il grattacielo che potete vedere nella
foto che ho postato. Il nome ufficiale di questa costruzione è Torre
Nord-San Benigno e l'architetto che la ha disegnata si è ispirato al
campanile ottagonale della chiesa di San Donato.Per la sua
particolarissima forma architettonica, che lo fa assomigliare ad una
grossa matita, è stato denominato: il matitone. Dopo la Lanterna a furor
di popolo il grattacielo è diventato il secondo simbolo della Superba.
Mi piace pensare che il vero motivo di questo soprannome sia un omaggio a
quegli uomini che hanno reso grande Genova ,facendo un ottimo uso di
questo “utensile”.
In particolare il mio pensiero vola ai tecnici, ai disegnatori, ai progettisti dei cantieri, che
hanno costruito le più belle navi del mondo e agli operai delle grandi e
piccole fabbriche genovesi. Rivedo nel porto antico, vispi mercanti,
nei loro scanni armati di lapis copiativo, che intingevano sulla punta
della lingua, prima di vergare con invidiabili calligrafie color viola
ciclamino, enormi registri, sui quali annotavano prezzi e pesi delle
merci.
Come
nella matita non è importante la forma esteriore, bensì la qualità
della grafite racchiusa in essa, io cerco queste qualità anche negli
esseri umani.
lunedì 5 novembre 2007
"BELIN!"
Il
dialetto genovese è caratterizzato da una simpatica cantilena e da una
parola con molti sinonimi, che viene usata come esclamazione o
intercalare e si lega bene al carattere essenziale dei liguri: scettici,
concreti, per nulla portati alla retorica, arguti e scabri.
“Belin è così universalmente noto ed usato, che vale la pena di curiosare sulla sua etimologia.
Pochi
sanno, che Beleno è il nome di un paesino alla spalle di Genova, tra
Manesseno e Sant’Olcese (si produce un ottimo salame), in cui sorgono i
ruderi di un’antica edicola, eretta in onore di San Michele. Nella
dedica, cancellata dal tempo, s’intravedono le parole….Deo Apollini
Baleno….
Il nome Beleno deriva dal termine Belano, che in celtico significa”Sole Brillante” ed era il Dio dei Liguri, della
fecondità e della procreazione.Era raffigurato da una testa di giovane,
circondata da capelli raggianti.Questa scultura spesso si trova
scolpita nelle chiese romaniche, sorte di solito su vestigia di templi
pagani.
Nel
paganesimo. il brillante Beleno, non era altro che il luminoso Apollo.
Entrambi si trasformeranno nel tempo in San Michele, l’arcangelo della
luce.
I druidi, sacerdoti dei celti, resero sacra la quercia per due motivi.
Con
i suoi frutti(balanofagi) producevano la farina per preparare il pane e
la ghianda, osservata attentamente, ricorda il membro maschile.
Il
dio Beleno è ancora presente tra i genovesi e le sue tracce si
ritrovano nelle tipiche esclamazioni: belin! belandi, belinata,
beliscimo.
sabato 1 settembre 2007
IL MIO DOLCE AMICO (La pasticceria Sandro)
Gli anni passano inesorabili, lasciando segni indelebili.
La
salute inizia a farsi desiderare, la vita è sempre più onerosa e la
pensione è un miraggio. Mi sento abbandonata da tutto e da tutti;
istituzioni, religione, partito, amici e da alcuni familiari. Abiuro i
miei ideali e le aspettative per un futuro migliore.Tutto è vano ed
aveva ragione Voltaire, quando asseriva che noi lasceremo questo mondo,
stupido e cattivo così come l’abbiamo trovato.
Se
non bastasse ciò, in questi giorni ho perso un altro punto di
riferimento. Mi stavo recando da Sandro, come sono solita fare quando
desidero lenire i miei dolori e le amarezze (sono una Morettiana
convinta) ed ho trovato la serranda del mio amato pasticciere,
definitivamente chiusa, dopo 70 anni d’onorata attività.
Dico
addio ai cannoli bruciati (sua specialità), riempiti con una crema
pasticcera divina, saluto i mitici tartufi, le variopinte torte alla
frutta e i raffinati petits choux, ma soprattutto la SACHER,che è
stata per me come carezze di una mamma affettuosa alla sua bambina. Ho
frequentato la bottega del poeta pasticciere, (un Ragueneau/Cirano) sin
dai primi anni della mia vita perchè i suoi dolci avevano il potere di
rallegrarmi.Credo che le più famose tragedie, furono scritte dai Greci e
da ShaKespeare perché nessuno di questi uomini poteva assaporare il
cioccolato, (apparso sulle nostre tavole solo nel 1500) e in particolare
il ripieno dei tartufi di Sandro.
Noto
che quest’angolo di Genova, ora è più tetro, e il ricordo del profumo
che si sprigionava da questa pasticceria, è diventato come il sapore
della Madeline di Proust.
Sono convinta che la mia esistenza senza il mio amico , sarà più amara.
Piano,
piano tutto finisce e anche quei momenti andranno perduti per
sempre nel tempo, come lacrime nella pioggia. (Blade Runner).
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