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domenica 4 dicembre 2016

Caro Aldo
Oggi vado a votare e non ho nessun dubbio, perché tu mi hai insegnato con il tuo comportamento cosa è giusto fare!



 


sabato 23 aprile 2011

Una donna "resistente"







 

I fascisti la  catturarono il 7 agosto 1944. Tornava da una consegna di armi alla base di Castelmaggiore, e portava con sé documenti cifrati. Per i carnefici aveva una doppia colpa: si rifiutava di rivelare i nomi dei partigiani, suoi compagni di lotta ed era donna. Per sette giorni e sette notti si alternarono su di lei in tanti, ognuno inventando nuovi tormenti e sevizie innominabili, ma La Mimma ( Irma Bandiera) non parlava. La baldanza dei fascisti si tramutò in livore e frustrazione: avevano fatto parlare tanti uomini, spesso grandi e grossi, robusti come tori, cocciuti come muli, e quella lì... una donnina così esile, niente. Non apriva bocca e li fissava con i suoi grandi occhi che risaltavano sul viso magro e la fronte ampia...Li guardava con un muto disprezzo, tutto il disprezzo del mondo concentrato in quegli occhi: Così la accecarono.. La finirono con una raffica di mitra sotto la finestra dei suoi genitori e se ne andarono imprecando.

giovedì 19 novembre 2009

Gli ultimi sono sempre gli ultimi

Scaffale 2 da te.

Sabato ho fatto una capatina alla nuova Feltrinelli. Sapevo che non mi sarebbe piaciuta perché adoro le librerie piccole, gestite da un libraio appassionato del suo lavoro, con il quale mi piace disquisire su vari argomenti. Appena entrata mi sono sentita subito a disagio, nonostante ciò, ho provato a visionare i vari reparti. Il chiacchiericcio proveniente dal bar e la cacofonia del music-store mi hanno irritata. Giunta vicino allo scaffale dedicato alla storia contemporanea, il mio sguardo si è immediatamente focalizzato sulla letteratura dedicata all'Olocausto. I miei occhi non avrebbero mai voluto vedere i libri (Giuntina) della  Millu e di Levi relegati praticamente per terra, mentre quelli dedicati al nazismo, promossi in prima visione.
Sono rimasta basita e sconcertata. Ho chiesto gentilmente al commesso del piano, chi aveva deciso quella collocazione e lui in modo sgarbato mi ha risposto che i libri erano esposti secondo una logica e una sequenza storica. Purtroppo sono a conoscenza delle leggi del MERCHANDISING, raffinata tecnica di promozione, atta a pilotare il comportamento d'acquisto, nel momento in cui il consumatore entra in contatto con il prodotto. Una delle regole auree di questa "scienza" é: esporre la merce rendendola maggiormente visibile ed accessibile. Il livello dello scaffale per tanto gioca sempre un ruolo fondamentale sull'acquisto d'impulso: i prodotti collocati in basso quindi .... sono considerati meno interessanti, rispetto a quelli esposti a livello degli occhi e delle mani dei consumatori. Per ottenere il diritto al meglio é risaputo  che si devono pagare delle tangenti.
Altro che logica e sequenza storica! L'Olocausto é stato per l'ennesima volta calpestato.
Qualcuno potrebbe pensare che sono polemica, ma pochi metri più in là, altra sorpresa. Nello scaffale dedicato alle religioni, indovinate dove sono finiti i libri sull'ebraismo?


Scaffale 1 da te.

giovedì 23 aprile 2009

Ricordo di LESTA

il mio amico Lesta da te.

Non è bello far vedere su di un manifesto pistole e bombe a mano. Allora si fanno sparire da una foto storica.
Attraverso semplici colpi di mouse, la Regione Liguria le ha cancellate dal tavolo, su cui alcuni partigiani stanno pianificando un’azione di guerriglia.
La resistenza non fu fatta a tavolino e nemmeno tirandosi i fiori.
In tema di revisionismo e del “volemose bene” sono riusciti a ridicolizzare la RESISTENZA GENOVESE.
Il partigiano a Sinistra della foto, si chiamava Emilio Roncagliolo, nome di battaglia “Lesta”, mio carissimo amico.
Uomo di primissimo piano nella lotta partigiana, fu il braccio destro del mitico Comandante Aldo Gastaldi, nome di battaglia “Bisagno”, purtroppo morto in circostanze misteriose, il 21/05/1945.
Ho salutato Lesta l’ultima volta il 10 Febbraio di quest’anno, in Piazza Baracca a Sestri Ponente, nella quale si è svolta una commovente cerimonia civile. Sono sicura che lui non avrebbe gradito questa manipolazione storica, atta a ribaltare la verità.

Continuerò a gridare ogni qualvolta si vogliono fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro
                                                         Bisagno
porto 2 014 da te.
porto 2 006 da te.

domenica 22 febbraio 2009

Celebrazione della fantasia

Immagine di Il libro degli abbracci

E' accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perchè mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si é sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
"Me l'ha  mandato un mio zio che sta a Lima".
" E va bene?" gli ho chiesto.
" Va un pò indietro", ha ammesso lui.

Racconto tratto dal libro degli abbracci di Eduardo Galeano

domenica 16 novembre 2008

G8


G8 da te.
Dopo la sentenza  emessa dalla prima sezione del Tribunale, sui fatti avvenuti alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, le parole di Antonio Gramsci sono attualissime.

Istruitevi perchè avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi prechè avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi perchè avremo bisogno di tutta la nosta forza.

martedì 8 gennaio 2008

Il matitone

Nel 1761, la moglie di Kaspar Faber, ebanista di Norimberga, andava in giro per mercatini e fiere, cercando di vendere l’invenzione del marito: la matita.
Personalmente non   posso fare a meno del caro "lapis" anche se oggi, per molti è diventato  vecchio e desueto.
Ad avere questo vezzo non sono la sola, poiché uomini illustri come Van Goog, Gunter Grass, Heinrich Boll, Conan Doyle e Fellini, hanno confidato nelle loro interviste di avere avuto per questo “oggetto”una vera passione.
Mi piace prendere appunti con il lapis sia a casa, sia in ufficio.Lo ritengo un ponte che mi conduce nel passato, quando la vita aveva ritmi più lenti e ci si poteva permettere di interrompere il lavoro, temperare la punta ed approfittarne per riordinare le idee.
Nel 1992 a Genova, fu inaugurato il grattacielo che potete vedere nella foto che ho postato. Il nome ufficiale di questa costruzione è Torre Nord-San Benigno e l'architetto che la ha disegnata si è ispirato al campanile ottagonale della chiesa di San Donato.Per la sua particolarissima forma architettonica, che lo fa assomigliare ad una grossa matita, è stato denominato: il matitone. Dopo la Lanterna a furor di popolo il grattacielo è diventato il secondo simbolo della Superba. Mi piace pensare che il vero motivo di questo soprannome sia un omaggio a quegli uomini che hanno reso grande Genova ,facendo un ottimo uso di questo “utensile”.
In particolare il mio pensiero vola ai tecnici, ai disegnatori, ai progettisti dei cantieri, che hanno costruito le più belle navi del mondo e agli operai delle grandi e piccole fabbriche genovesi. Rivedo nel porto antico, vispi mercanti, nei loro scanni armati di lapis copiativo, che intingevano sulla punta della lingua, prima di vergare con invidiabili calligrafie color viola ciclamino, enormi registri, sui quali annotavano prezzi e pesi delle merci.
Come nella matita non è importante la forma esteriore, bensì la qualità della grafite racchiusa in essa, io cerco queste qualità anche negli esseri umani.

giovedì 20 dicembre 2007

Lotto al fianco di Russel Means

Oggi mi  unisco spiritualmente al risveglio del popolo Lakota Sioux.
Gli U.S.A. hanno confinato da 150 anni questo popolo fiero, in riserve, senza lavoro,vittime di suicidi, di alcool e droga, stavano agonizzando nell’indigenza e nella povertà. In questi giorni dissotterrando “l’ascia di guerra” e guidati dal famoso attivista Russel Means, rivendicano i loro diritti umani. I trattati firmati dai loro padri, in questi anni sono stati violati 33 volte. Per i Nativi la parola data è sacra ed è per questo motivo che forse hanno indugiato, nonostante  siano stati perennemente ingannati, privati della loro cultura e defraudati delle loro terre. Il loro rappresentante ha comunicato ufficialmente al Dipartimento di stato degli Usa, che la nazione Sioux si ritira unilateralmente dai trattati firmati col governo federale americano.
I territori Lakota sono ubicati nel nord ovest degli Usa e comprendono il Nebraska, il nord e il sud Dakota, il Montana e il Wyoming, in pratica i parchi naturali più belli del mondo.
Partigiana dei Sioux, sin da bambina sono sempre stata convinta che essi non fossero quel popolo bellicoso, incivile che volevamo farmi credere le pellicole sfornate da Hollywood negli anni 1950.I nativi erano un popolo ricco di valori e rispettosi della natura in cui vivevano in perfetta armonia. Lottarono con tutte le forze per difendere le loro terre, sottratte dagli Yankee con truffe e raggiri di ogni sorta. Questo popolo “semplice” è stato ucciso due volte, con le armi, e con le penne degli scrittori che raccontano la storia, la riscrivono, la revisionano, occultando i fatti e manipolando i trattati.
State attenti eredi di Custer (figlio di un temporale) perché potrebbero tornare i grandi guerrieri come i mitici: Toro Seduto e Cavallo Pazzo,

giovedì 15 novembre 2007

John Reed

In una grigia mattina del 1913, John Reed,  un giovane giornalista, si recò a Paterson, per scrivere un pezzo dedicato allo sciopero delle fabbriche in cui si lavorava la seta.
Gli operai erano quasi tutti italiani: donne, uomini e bambini, esausti da mesi di scioperi, per migliorare le loro miserevoli condizioni di vita.
Il cronista (d’origine benestante), si trovava sulla veranda di una casa operaia, all’improvviso sotto i suoi occhi, la polizia manganellò a sangue gli scioperanti e poi li arrestò.
Le forze dell’ordine esortarono Reed a “circolare” ma il giovane non ne volle sapere, così i poliziotti con fare minaccioso, brandirono il manganello e lo arrestarono.
Trascorse quattro giorni in guardina, durante i quali si rese conto come gli operai, nonostante fossero maltrattati dall’arroganza del potere, erano sorretti da un grande entusiasmo.
Al processo, fu condannato a venti giorni di reclusione, che trascorse insieme agli scioperanti.
Reed pose a un militante numerose domande, e l’operaio rivolgendosi ai compagni disse: “Ragazzi, quest’uomo ha affermato che vuol capire, vuol conoscere i fatti. Raccontategli tutto….”
Fu così che John prese coscienza della realtà dei fatti e da allora s’impegnò sempre in prima persona per far trionfare la verità.
Partecipò a guerre e rivoluzioni, a Paterson, a New York, sui fronti europei, in Messico al fianco di Villa e Zapata. In Russia con Lenin e Trotzty. Scrisse pagine memorabili, cariche di passione e di rigore.
Nessun vero comunista non può e non deve dimenticare gli avvenimenti narrati da Reed  nel libro: i dieci giorni che sconvolsero il mondo.
Le enormi menzogne e l’ignobile lavorio del revisionismo storico perpetuato attualmente, non deve assolutamente falsificare la verità sulla rivoluzione  d’ottobre. I giovani devono capire  che i fatti che accaddero dopo la morte di Lenin, non furono comunismo.
Una cosa è certa, in quei giorni nacquero tutti gli ideali di giustizia e libertà, uniche armi a disposizione per contrastare le classi dominanti.             
Leggendo le cronache di Reed ho capito che  quelle idee terrorizzano tutti i parassiti del mondo; per questo continuo ad abbeverarmi a quelle sorgenti, fresche e cristalline, che un giorno scardineranno il capitalismo e i suoi "kaimani.”

martedì 30 ottobre 2007

Le mie amiche STREGHE

La concezione antifemminista della chiesa è concretizzata in questa frase:
“la donna è l’arma del demonio ed è la prima causa della perdizione dell’uomo”, tratta da Malleus Malleficarum (il martello delle streghe, manuale degli inquisitori)
La chiesa tollerava e a mio giudizio continua a guardare con un occhio di riguardo “l’altra metà del cielo”, solo nei panni di suora, moglie, casalinga instancabile, madre di molti figli ed infine come vecchia umile e silenziosa. La donna giovane, bella ed intelligente che suscita desiderio nell’uomo continua ad essere considerata una STREGA.
Nel medio Evo e nel Rinascimento furono milioni le donne accusate di satanismo e stregoneria. Tra i giudici cattolici che condussero una lotta senza quartiere contro l’eresia e le streghe, si annoverano molti santi.(San Domenico Guzman, Carlo Borromeo e Sant’Antonio)
Gli inquisitori, dopo sommari e ridicoli processi, atti a giustificare le loro perverse torture, emettevano condanne ingiuste, che portavano al rogo donne spesso colpevoli solo di avere una buona conoscenza delle virtù medicinali delle piante, con le quali cercavano di lenire le sofferenze ai loro simili o di vivere una vita solitaria in compagnia di gatti neri.
Terminato il processo, le poverette che spesso non avevano raggiunto i 15 anni, erano costrette ad attraversare le strade che le conducevano al patibolo tra la folla dei fedeli e non, che le lanciava contro di esse sassi e sputi. Ad alcune di loro (le più fortunate) per la paura e il terrore cieco, le scoppiava il cuore.
E’ accaduto che alcuni boia impietositi da queste inermi creature, prima di cospargerle di pece (per ardere meglio), abbiamo propinato loro qualche veleno per stordirle ed anticiparne la morte.
Non oso pensare allo spettacolo di queste torce umane, che scomparivano tra le fiamme con la bocca contorta dal dolore, emettendo terrificanti grida.
Le cronache di quegli eventi raccontano che intorno ai roghi, tra il fumo e il puzzo di carne bruciata, si aggiravano venditori di vino, angurie e dolcetti per intrattenere la folla.
Le strade erano gremite d’adulti allegri e bambini festosi, pronti a godersi lo spettacolo, senza rendersi conto dell’orrore che li circondava.
A distanza di secoli, sento ancora distintamente le grida di queste donne, alle quali sono vicina col pensiero ed ho la certezza che se la storia si ripetesse non avrei scampo, arderei con loro.
Auguro buon SAMHAIN a tutti. 

martedì 23 ottobre 2007

Lupi travestiti da agnelli

Domenica 28 ottobre 2007 (anniversario della marcia su Roma), il Papa beatificherà 498 membri del clero, (preti e suore) che morirono militando tra le file dei franchisti, contro i socialisti, comunisti ed anarchici, (repubblicani) durante la guerra civile spagnola. Coloro che hanno approfondito l’argomento sono a conoscenza che furono uccisi anche 500 sacerdoti che lottarono a fianco dei repubblicani.
Perché si beatificano solo coloro che lottarono in favore di Franco? Perché è stata scelta proprio questa data?
Le gerarchie vaticane sono scese senza mezze misure nel dibattito politico e schierandosi a fianco dei clerico/fascisti, allargano il significato di quest’operazione, che legittima quel fascismo quiescente, che potrebbe sfociare in un modello di società chiusa, reazionaria, patriarcale, omofobica e razzista tanto cara a Ratzinger.
Quest’evento, inoltre vuole dare una risposta al governo Zapatero, che sta per varare una legge sulla memoria che condanna il franchismo e le sue nefandezze.
Queste beatificazioni sono un palese attacco alla sinistra, un grave atto denigratorio di revisionismo e oscurantismo.
Hanno organizzato questa spettacolare celebrazione mediatica per dichiararsi ancora vittime del comunismo. Invece di rendere onore alle vere vittime di quel regime sanguinario, che la Chiesa sostenne vergognosamente, si preferisce legittimare il fascismo, condizionando in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese.
La pace non è solo assenza di guerra ma è una disposizione d’animo alla benevolenza.

Chi controlla il passato.
Controlla il futuro;
Chi controlla il presente,
Controlla il passato. (George Orwel)

mercoledì 10 ottobre 2007

"La sua Africa"

Il 15 0ttobre 1987, Thomas Sankara fu assassinato in un colpo di stato, organizzato dal suo braccio destro e attuale presidente del Burkina Faso; Blaise Compaorè
Il giovane Sankara (37 anni) governò con indiscussa saggezza e il suo operato politico, economico, sociale e culturale, sfida gli anni e m’induce a profonde riflessioni sul futuro dell’Africa.
Sotto la sua guida, breve ma intensa, trasformò il nome del suo paese da Alto Volta (nome coloniale) in Burkina Faso (paese degli uomini integri), avviando una rivoluzione democratica e popolare.
Attuò vaste campagne di vaccinazioni col risultato di abbassare il tasso della mortalità infantile. 
Abolì l’infibulazione, introdusse il divorzio e aiutò le donne a partecipare alla vita politica. Fece piantare milioni d’alberi, obbligando il deserto del Sael ad arretrare.
Risanò i conti pubblici e il paese raggiunse l’auto sufficienza alimentare. Costruì scuole ed ospedali riducendo le spese dell’apparato statale al minimo.
Con il suo assassinio, il processo di riscossa d’alcuni popoli africani si è arrestato.
L’Africa ha il diritto alla totale indipendenza e contando solo sulle proprie forze, deve scrollarsi di dosso tutti quei banditi politici, che con la scusa degli aiuti umanitari si trasformano in sfruttatori economici.
Thomas Sankara asseriva che l’Africa scriverà la sua storia da sola.
Speriamo che i giovani africani trovino il coraggio e la determinazione per attuare questo sogno.

giovedì 4 ottobre 2007

HASTA SIEMPRE COMANDANTE!

 Il 9 Ottobre 1967, era domenica e nella scuola del villaggio de la Higuera, su preciso ordine del 36° presidente degli Usa, il democratico Lindon Baines Johnson, fu ucciso dai militari anti-guerriglia boliviani, Ernesto Guevara.
Avevo 15 anni, nelle piazze italiane si svolgevano imponenti contestazioni contro la guerra del Vietnam. Gli studenti e lavoratori scioperavano a fianco a fianco per migliorare la vita nelle scuole e nelle fabbriche.
Era un autunno “caldo” e quando appresi la triste notizia, capii immediatamente che con la morte del Che moriva anche un po’ la speranza di realizzare un mondo più giusto e solidale.
Hanno eliminato il suo corpo, non certo il suo pensiero. Giorno dopo giorno, le sue idee e le sue azioni, hanno toccato il cuore di tanti giovani, desiderosi di riscattare i popoli oppressi, i poveri e gli umili,
Sono passati 40 anni da quel giorno e quella ragazzina è diventata quasi una vecchietta che continua ad essere spronata dal pensiero di Ernesto e cerca con tenacia l’ispirazione alla lotta, contro le ingiustizie sociali, sempre più attuali in questo mondo globalizzato e disumanizzato. Con i suoi occhietti vispi scruta fra le nuove generazioni, sperando che:

…..da qualche parte un giorno,
dove non si saprà.
dove non l’aspettate
Il “Che” ritornerà….. (Guccini)

lunedì 24 settembre 2007

Vecchi diavoli

  
Simon Wiesenthal
In questi giorni ho letto una notizia a dir poco sconcertante.
Il fatto è accaduto in America e precisamente a Mesa, in Arizona.
Il signor Nathan Gasch, si reca a dare il benvenuto nel complesso residenziale per anziani al sig. Martin Hartmann.
Rendere visita ai nuovi arrivati è un obbligo di buon vicinato, ma quando lo sguardo di Nathan si posa su di una foto, esposta in sala che ritrae Martin in divisa da SS, ha sentito il numero tatuato sul suo braccio, bruciare come 60 anni fa.
L’ebreo polacco, sopravvissuto ad Auschwitz, rimane impietrito di fronte all’immagine di un suo ex carceriere, libero e vegeto, nonostante il mandato di cattura per crimini di guerra emesso dalla Germania. Il nazista nel 1955, chiese di entrare in America e nel 1961 quando ottenne la cittadinanza, dichiarò di non aver nulla da fare con il regime nazista.
Gasch esce dalla casa del vicino e si reca all’OASI, l’ufficio per le indagini speciali, creato nel 1979 per perseguire i criminali di guerra.
Il fatto più sconcertante è accaduto la settimana scorsa, quando le autorità americane hanno espulso Hartmann. L’uomo, con molta indifferenza ha dichiarato di essersi arruolato nelle SS come volontario e di non aver mai chiesto di essere sollevato dal suo incarico.
Questo “uomo” che ha raggiunto l’età di 88 anni e non prova nessun rimorso o pentimento per il suo comportamento, avvalora il pensiero di Simon Wiesenthal che asseriva che la colpa deve essere condannata sempre, altrimenti si legittima.
Chi pensa che un terzo Reich non sia più ripetibile, si sbaglia. L’odio può essere inculcato ovunque e l’idealismo può dappertutto trasformarsi in sadismo. L’odio unito al sadismo ed aiutato dalla tecnologia moderna, potrebbe scatenare l’inferno.
Per questo motivo ognuno di noi deve fare memoria e diventare un sismografo per fiutare il pericolo, riconoscerne e rilevarne i contorni.

giovedì 26 aprile 2007

Il piccolo grande Uomo

 
Il 27 aprile 1937 moriva a 46 anni, Antonio Gramsci, politico, filosofo, scrittore ed uno dei fondatori del partito Comunista italiano.


“Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che Vivere vuol dire essere partigiani.Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente può essere cittadino e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio della mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica”……. Antonio Gramsci

Io sono partigiana, perché disprezzo chi non partecipa, disprezzo l’indifferenza e penso che il proletariato attuale stanco e demoralizzato è vittima di quest’indifferenza. La sua colpa è quella di aver peccato d’ingenuità, delegando il suo destino nelle mani di dirigenti venduti che mirano solo al potere. Si sono seduti a tavola con i potenti dimenticando il vero motivo per cui erano stati eletti.
Ora purtroppo stiamo raccogliendo i frutti marci del dialogo, che questi manutengoli hanno instaurato con la borghesia arrivista.                Gio

……
L’ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l’anima dell’uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d’ombra e s’ingarbuglia la matassa…..    Guccini