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martedì 19 gennaio 2021

Panchina numero 9

 

Piazza Sarzano

                                               Il pozzo e il busto di Giano


A l'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sotto il cielo il mare

L'aria pura è appena segnata di nubi leggere

L'aria è rosa
Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura
E dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea estate
Intorno nell'aria del crepuscolo si intendono delle risa, serenamente, e dalle mura sporge una torricella rosa tra l'edera che cela una campana:
mentre, accanto, una fonte sotto una cupoletta getta acqua acqua ed acqua senza fretta,
nella vetta con il busto di un savio imperatore:
acqua acqua, acqua getta senza fretta,
con in vetta il busto cieco di un savio imperatore romano.
»
(Dino Campana, da Canti orfici, Piazza Sarzano1914)

venerdì 4 dicembre 2020

Panchina numero 8


Questa panchina è profondamente diversa da quelle che ho postato fino ad oggi. Non si trova in un luogo panoramico ma  è stata installata nel mio quartiere e precisamente: nei giardini Natalino Otto, in piazza San Francesco da Paola.  E' un'iniziativa del comune di Genova, che vuole sensibilizzare la lotta contro il femminicidio e in favore delle pari opportunità. Il colore rosso la rende più visibile e accanto ad essa è stata sistemata una cassetta, nella quale si possono imbucare messaggi, pensieri o richieste di aiuto. In totale sono 20 le panchine rosse, disseminate nei vari quartieri cittadini.



Piazzetta Croce D'oro a Sampierdarena.

Purtroppo  ieri un gruppo di  UOMINI usciti da un bar, senza mascherina, quando hanno raggiunto la piazzetta, sghignazzando si sono espressi così:
Cosa rappresenta quella roba lì!!!!!

sabato 22 agosto 2020

Panchina numero 7

 


Sono seduta sulla panchina situata nel belvedere Don Ga (dedicato a Don Gaspare Canepa-educatore).Questa piazzetta si trova  in Corso Firenze,  viale alberato della circonvallazione di Genova. Il panorama è mozzafiato e spesso durante le mie passeggiate sosto ad ammirare dall'alto, la mia amata città.

sabato 7 marzo 2020

Panchina numero 6



La panchina su cui mi sto rilassando, si trova nel parco denominato: "Acquasola", a pochi metri dal centro città di Genova. Mi siedo e rivedo quella bambina felice e spensierata, che giocava in questo giardino, per interi pomeriggi, in compagnia dei  suoi amichetti. Il tempo è trascorso inesorabile e in un batter d’ali, mi sono ritrovata vecchia ma non ho smesso di frequentare il parco. Oggi l’Acquasola è degradata rispetto a 60 anni fa. Il popolo è riuscito a salvarla dalle mani di chi voleva trasformarla in un parcheggio ma parecchi alberi sono stati tagliati, prima di riuscire a fermarli.

Lui è sempre li.....

Unico cedro del libano, tra decine di platani. Solo, come i grandi uomini che qui hanno passeggiato(Nietzsche) . Bello, imponente e custode di questo luogo . Le sue radici si perdono negli infiniti cunicoli sottostanti, in cui sono stati accatastati cumuli di ossa dei genovesi, falciati dalla morte nera. La peste ,del 1657, che uccise due terzi dei suoi abitanti. Il tempo passa e purtroppo... la storia si ripete.


lunedì 17 febbraio 2020

Panchina numero 5


La panchina sulla quale sono seduta, si trova a Boccadasse (Boca d'azë o Bocadâze in genovese), antico borgo marinaro del comune di Genova. E' posizionata sulla terrazza accanto alla chiesa di San Antonio ed è il punto di arrivo delle mie lunghe passeggiate. Mi siedo ad ammirare le sfumature del mare e le caratteristiche casette del borgo, color pastello. Respiro profondamente l'aria salmastra che il vento nebulizza, ed è subito....pace.

lunedì 10 febbraio 2020

Panchina numero 4


Questa panchina si trova sulla spianata di Castelletto,vicino all'ascensore che Caproni rese famoso in una sua poesia.
....
Quando mi sarò deciso d'andarci
in paradiso
ci andrò con
l'ascensore di
Castelletto.......

Mi siedo su questa panchina per  ammirare le bellezze della mia amata Genova.
Il panorama è mozzafiato e ogni volta che lo osservo non posso fare a meno di commuovermi.
La Superba da questo luogo è veramente tale.





lunedì 17 giugno 2019

Panchina n° 3 LA MIA PREFERITA



Questa panchina si trova sul mio terrazzo. Mi piace sedermi ad osservare il magnifico panorama della mia amata Genova, che ha il potere di rilassarmi. In questa foto poi sono in compagnia di mio nipote e quindi la felicità.....  è assicurata!!!!!!

giovedì 6 giugno 2019

PANCHINA n° 2


Questa panchina si trova in Via Mura delle Capuccine a Genova. Su di essa  mi siedo spesso per riposarmi ed ammirare il paesaggio durante le mie camminate. Mi piace guardare senza essere vista e contemplare lo spettacolo che mi circonda. Sedersi sulle panchine a leggere, discutere o semplicemente pensare ai fatti propri, è diventato un atto anarchico.
Sarà per questo motivo che le panchine, ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e abitare la città e lo spazio, spariscono una dopo l'altra in tutta Italia?

lunedì 5 gennaio 2009

Panchina n°1

Mi piace scoprire e sedermi sulle panchine, collocate nei luoghi più caratteristici della mia città.
La mia preferita si trova al “Porto Antico”, precisamente su L’isola delle chiatte, una struttura galleggiante, ancorata ai moli da grosse ed arrugginite catene.
Lo sciabordio delle onde, muove le chiatte e le catene tirandosi emettono un suono, simile al canto delle sirene.
Essere cullata dal mare ed ascoltare questa musica, mi rilassa e il mio animo agitato, ritrova la serenità.
Al melodioso canto, a volte si unisce anche il suono emesso dal vento, che sfiorando le sartie tese delle barche a vela, le trasforma in mille arpe eoliche.
La vera magia si compie solo al tramonto, quando il cielo si tinge di rosso ed innumerevoli scintille, illuminano il mare e gli alberi maestri delle barche.
 La mia fantasia si accende e m’induce a paragonare quelle luci ai “Fuochi di Sant’Elmo”, descritti magistralmente da H. Melville nel libro Moby Dick, che annunciano la fine delle tempesta per il mare, la salvezza per i marinai e la pace per me
Le chiatte da te.

martedì 14 ottobre 2008

PANCHINE A ONDA ADDIO!

Immagine di Panchine

Da quando "LUI" è sceso in campo, sedersi sulle panchine a leggere, discutere o semplicemente pensare ai fatti propri, è diventato un atto anarchico.
Sarà per questo motivo che le panchine, ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e abitare la città e lo spazio, spariscono una dopo l'altra in tutta Italia?

venerdì 18 gennaio 2008

Sestri come Montmartre

La ditta in cui lavoro, è ubicata a Sestri Ponente e per raggiungere questa delegazione di Genova, come mezzo di trasporto prediligo il treno. Nelle giornate miti, per assecondare la mia passione di “flaneuse”, mi piace arrivare in anticipo. Adoro passeggiare o crogiolarmi dieci minuti al sole, seduta su di una panchina, nella storica Piazza Baracca (teatro di tante lotte operaie). Questo mitico luogo è soprannominato: ”Ciassa dei belin molli” perché è frequentato prevalentemente da allegri pensionati, che discutono tra loro, con la tipica cantilena genovese.
Mi piace ascoltare il loro vocio, che si confonde con il cinguettio dei passeri.In questa piazza il tempo sembra scorrere più lento e m’illudo di vivere nella Parigi di Prèvert. Osservo le mimiche dei loro visi vissuti e come una ladra, rubo frammenti dei loro racconti.Uno di loro l’altro giorno ha attirato la mia attenzione, apostrofando un  amico col termine: ”PITTIMA”. Mi sono messa a ridere e l’anziano signore con gentilezza mi ha chiesto se sapevo a cosa si riferisse.
Ma certo, gli ho risposto, anche il grande Fabrizio de Andrè ha usato questa parola come titolo per una sua canzone.
La PITTIMA, era “assoldata” dai creditori per recuperare il pagamento dei debiti insoluti. Questo personaggio, dopo alcuni tentativi bonari andati a vuoto, seguiva il debitore e nel momento in cui si trovava in un luogo affollato, dove tutti potessero sentire, lo invitava, platealmente, ad onorare il dovuto.
Il debito oggi è definito FINANZIAMENTO ed è stipulato anche per l'acquisto di oggetti superflui e le pittime si sono trasformate in addetti alla riscossione crediti per “rispettabili” agenzie finanziate da banche.
“ E PALANCHE FAN PALANCHE”.