Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post

mercoledì 26 agosto 2020

Albert Sabin


 Caro Albert

Sono 27  anni che nessuno parla più di te, mio grande e vero eroe.

Tu con molta generosità hai donato a tutti i bambini del mondo il vaccino antipoliomielite.

Io mi ricordo, sai cosa voleva dire essere colpiti da questa terribile malattia: morire o rimanere invalidi per tutta la vita.

Quelle gocce magiche che spandendosi su di uno zuccherino hanno rischiarato e rischiarano il cammino delle nuove generazioni, sono nate da anni di tuoi faticosi studi.

Con mio rammarico ho notato che oggi molto spesso i ragazzi sono esperti di Internet o di moduli calcistici, ma non sanno chi era Albert Sabin.

Stai tranquillo, non tutti ti hanno dimenticato così in fretta, io ti penso sempre e ho insegnato a mia figlia e a mio nipote ad essere riconoscente verso un amico che ci ha donato tanto senza chiedere niente.

Con affetto

Il tuo vaccino continua a donare vita in un mondo in cui  la gratuità non esiste più.

sabato 26 ottobre 2019

Anniversario




Ricordi? Tu avevi 19 anni io 17. Eravamo giovani ma avevamo le idee chiare e sapevamo che la nostra unione sarebbe durata nel tempo. Ne abbiamo fatto di strada in questi 50 anni, lottando anche contro le avversità della vita. Insieme siamo una forza, che ci ha permesso di raggiungere questo traguardo. Ogni giorno ti guardo e nei tuoi occhi spesso rivedo il film della nostra vita. 

                                 Grazie AMORE mio

                                       Angela                                                              

mercoledì 13 febbraio 2019

STORIE DI VITE CUSTODITE NELL' ARCHIVIO STORICO AMT

Qualche pomeriggio fa ,ero intenta ad archiviare alcuni documenti, riguardanti i miei cari, che purtroppo non sono più vicino a me. In una vecchia busta, ingiallita e grinzosa, ho trovato alcune foto che ritraggono: mio padre, mia zia e mio suocero. Cosa accomuna queste persone? Ho riflettuto un attimo e poi mi sono ricordata che tutti e tre, avevano lavorato nella vecchia UITE, oggi AMT-GENOVA, con mansioni diverse.
Mio padre, classe 1929, autista,bigliettaio ed infine usciere.
Mia suocero, classe 1922, con un tram particolare di colore grigio, controllava i binari e dopo la loro dismissione, è stato trasferito come operaio alla rimessa di Cornigliano.
Mia zia classe 1920, come bigliettaia.
Il  mio sguardo si è posato sulla foto di Marietta, questo era il suo nomignolo nel lessico familiare e una grande nostalgia si è impadronita di me.

E' una foto tessera, molto nitida, in bianco e nero che il tempo ha trasformato in color seppia. Lei non si è mai ritenuta piacente, io la trovo....bella!. Aveva circa 23 anni e indossava molto probabilmente la divisa aziendale. Sotto la giacca, spunta una camicetta con un fiocchetto e sul cappellino tipo bustina, c'è cucita la sua matricola: n° 4376, sormontata dal simbolo argentato UITE. Il suo viso acqua e sapone, è incorniciato da ricciolini, non sorride e il suo sguardo è languido.
Questa foto mi ha incuriosito e ho deciso di rivolgermi ad AMT per chiedere il permesso di consultare il suo archivio storico. Ho fatto una richiesta, che è stata accolta e fissato un appuntamento. Ad accogliermi, con gentilezza, professionalità ed entusiasmo è stato il Signor Andrea Subbrero, responsabile dell'archivio. Su di una scrivania mi ha fatto trovare le cartelle riguardanti i miei cari e mentre le consultavo mi sono commossa.
Ma torniamo a mia zia.
Marietta fu assunta dalla UITE il 25/04/1943, per sostituire gli uomini richiamati al fronte durante la seconda guerra mondiale. Abbiamo vissuto tanti anni insieme e i racconti di quel periodo della sua vita, erano intensi e vividi. Trapelava la sua ansia, quando mi raccontava l'atto di staccare l'asta, lasciare il tram e raggiungere di corsa, il rifugio più vicino per evitare le bombe. Erano tempi terribili, mancava tutto e lei per un bisogno economico, ha messo da parte la paura e con coraggio non ha esitato a svolgere il suo lavoro, nonostante la pericolosità. Insieme a mia zia, l'azienda assunse una quarantina di donne, dal 1943 al 1946 ma al termine della guerra, furono tutte licenziate. Questo comportamento da parte dell'azienda non l'ho trovato etico, anche perché queste lavoratrici, spesso  vedove, orfane o ragazze madri, dovevano essere gratificate e non licenziate.
In un'altra foto la zia è con una collega, forse tornavano a casa, terminato il turno di lavoro. Sono in Via xx Settembre, presso il Ponte Monumentale e in mano e sottobraccio hanno le borse che contenevano i biglietti da vendere sul tram. Questa bella foto ha immortalato un frammento di vita di tanti anni or sono, di persone che cercavano di vivere la loro quotidianità, nonostante la guerra.
Mentre consultavo i documenti di mia zia, allegato alla sua domanda di assunzione c'è un foglio che mi ha scioccata e porterò con me per farlo visionare ai ragazzi, il prossimo anno, quando mi recherò nelle scuole il 27 gennaio, giorno della memoria.





Il documento è datato 24/04/1943. Si chiedeva di barrare alcune caselle in caso di appartenenza da parte di madre o di padre alla religione ebraica. Pazzesco, lo sapevo che dopo le leggi razziali del 1938, gli ebrei non potevano svolgere la maggioranza delle professioni, ma tenere in mano quel documento originale, mi ha sconvolto. Nella sua domanda di assunzione c'è anche il nome della sua bimba, Appiano Graziella e vicino in rosso appare una data tremenda, quella della sua morte a soli due anni e mezzo. Marietta, aveva finalmente trovato un lavoro, che le avrebbe consentito di allevare dignitosamente la sua bimba ma il destino non glielo ha permesso. La zia si è portata quel dolore immenso fino alla sua morte.
Consultare l'archivio AMT è stato molto interessante ma anche motivo di commozione.
I documenti cartacei che ho visionato, hanno un gran fascino, specialmente come questi che sono molto vecchi, ingialliti, patinati dalla polvere, fragili e consunti ma solo attraverso di loro ho potuto scoprire la verità del tempo che li riguardano.



lunedì 27 maggio 2013

LA VITA CHE CAMBIA




Tutte le persone che mi conoscono ultimamente mi dicono:
Angela, come sei cambiata!
Tutto cambia  ed io mi adeguo

martedì 24 agosto 2010

Felicità


http://digilander.libero.it/ilike06/rainbow.JPG


Da quando è nato Pietro,mi sono limitata a dargli il benvenuto, qui sul blog.
Sono trascorsi quasi sei mesi, il mio nipotino sta crescendo sano e vigoroso, grazie al latte materno ed allegro per la serenità che mia figlia e mio genero gli sanno trasmettere, nonostante gli enormi cambiamenti della loro vita.
Pietro è un bimbo straordinario con il quale “credo” di aver instaurato un buon rapporto, che spero in futuro mi permetterà di poterlo sempre capire ed aiutare.
Quando il mio sguardo si posa su i suoi grandi e vivaci occhioni neri e lui si abbandona tra le mie braccia mentre le canto le ninne nanne, la mia felicità si trasforma in commozione e ringrazio il destino di avermi permesso di godere di questo inestimabile dono.

sabato 13 marzo 2010

E' NATO PIETRO

Mercoledì 11/03/2010 alle 4,10 è nato Pietro.
Sono diventata nonna di un bellissimo bambino e la gioia per questo evento è incontenibile.
Abbraccio mia figlia Francesca e  ringrazio mio genero Federico.


mercoledì 4 novembre 2009

Aspettando Gioppino

In primavera diventerò nonna e la futura nascita di Pietro mi rende particolarmente felice.
Mia figlia è diventata più bella che mai.
Il suo viso sereno e solare, m'intenerisce.
All'improvviso il futuro si colora e torna ad avere un senso.
Dentro di me, sento rinascere la vitalità necessaria ad accogliere il mio nipotino.
Sarà bellissimo quando potrò specchiarmi nei suoi occhi e sussurargli dolcemente...Ti aspettavo!

sabato 4 aprile 2009

Una serata particolare


Ieri sera, in un’oasi di pace, nel cuore di Genova, ho assistito ad un evento musicale d’alto livello.
Nella Chiesa del Monastero di santa Chiara (1299), vicino a san Martino d’Albaro, si è esibita l’orchestra giovanile del Conservatorio “ Nicolò Paganini”, diretta da Nevio Zanardi.
I violini, le viole, i violoncelli, il cembalo, i contrabbassi, uniti alla voce del contralto Chiara Bisso, mi hanno trasportata in un altro tempo.  Sono stati suonati Brani di Haydin, Bach, e Vivaldi.
L’ottima acustica, l’abilità dei giovani interpreti, diretti magistralmente dal maestro Zanardi, mi hanno commossa. Durante l’esecuzione dello Stabat Mater (Fac ut ardeat) d’Antonio Vivaldi, l’orchestra ha creato una rara ed emotiva profondità musicale.
Ringrazio le persone che mi hanno invitata a questo concerto, regalandomi momenti di vera arte.

lunedì 19 gennaio 2009

Nuvole

nuvole da te.
 In perenne conflitto con il mio tempo,non desidero più nulla di materiale.


"Amo le nuvole... Le nuvole che passano...laggiù... Le meravigliose nuvole. (Baudelaire)


Solo esse sono il simbolo della Libertà.
Anch'io mi sento un pò nuvola:

Morbida,delicata,vagabonda ma sempre pronta a scatenarmi e divetar tempesta.

lunedì 5 gennaio 2009

Panchina n°1

Mi piace scoprire e sedermi sulle panchine, collocate nei luoghi più caratteristici della mia città.
La mia preferita si trova al “Porto Antico”, precisamente su L’isola delle chiatte, una struttura galleggiante, ancorata ai moli da grosse ed arrugginite catene.
Lo sciabordio delle onde, muove le chiatte e le catene tirandosi emettono un suono, simile al canto delle sirene.
Essere cullata dal mare ed ascoltare questa musica, mi rilassa e il mio animo agitato, ritrova la serenità.
Al melodioso canto, a volte si unisce anche il suono emesso dal vento, che sfiorando le sartie tese delle barche a vela, le trasforma in mille arpe eoliche.
La vera magia si compie solo al tramonto, quando il cielo si tinge di rosso ed innumerevoli scintille, illuminano il mare e gli alberi maestri delle barche.
 La mia fantasia si accende e m’induce a paragonare quelle luci ai “Fuochi di Sant’Elmo”, descritti magistralmente da H. Melville nel libro Moby Dick, che annunciano la fine delle tempesta per il mare, la salvezza per i marinai e la pace per me
Le chiatte da te.

sabato 20 dicembre 2008

In pista come nella vita



Le mie due grandi passioni sono: l’atletica e la letteratura.

Della prima mi restano solo dei ricordi meravigliosi, mentre della seconda, più trascorrono gli anni e più ne divento dipendente.

Allenamento e umiltà sono necessari per praticare queste discipline.

Non ricordo il nome di chi ha paragonato i 100 metri alla poesia.

Sinonimo di bellezza che si combinano in una miscela d’estetica e batticuore.

Gli 800 metri (la mia specialità) si possono accostare ai racconti brevi o alle novelle. Spinta e potenza non bastano, occorrono resistenza e velocità. Riuscire ad emozionare lo spettatore o il lettore con poche pagine o con due giri di pista, non è un’impresa facile.

Infine la fatica fisica e mentale della maratona, che necessita di un gran senso tattico per dosare le energie, di pazienza e di rigore per affrontare le salite, le discese le crisi, l’imprevisto, come avviene nei grandi romanzi.

Gli anni sono trascorsi velocemente ed io non corro più, ma mi è rimasta la mentalità della maratoneta che guarda sempre in avanti, misura le forze ed anela ogni giorno ad un traguardo, per sfidare se stessa.

giovedì 11 dicembre 2008

Nascondersi sotto un ombrello



Sono nata a Genova e sin da piccola ho imparato a  distinguere la parsimonia dall’avarizia. Le donne della mia terra tendono ad essere parsimoniose per compensare la povertà della Liguria.
L’avaro, spesso è ricco, non colto, a volte cattivo e nonostante abbia speso gran parte della sua vita per mimetizzare questo difetto, lascia segni indelebili. Mira a volere tutto senza dare mai niente.
Spegne, mortifica gli amici e non riesce a concedersi sentimentalmente neanche con la sua compagna di vita.

Oggi quello che credevo un amico è riuscito a ferirmi con la sua arida e meschina avarizia.

giovedì 20 novembre 2008

Il corvo maratoneta Giò


Convinta che la nostra sia ormai una libertà vigilata, non perdo mai l’occasione per essere critica e polemica.
E’ più forte di me: non riesco ad inchinarmi a vivere in una società nella quale è diventato normale non rispettare l’uomo e adorare il denaro.
Da buona genovese “mugugno” sempre, con il preciso intento di sollecitare, fomentare, incitare per….. appiccare il fuoco alle polveri.
Purtroppo mi accorgo che spesso sono mal tollerata, esclusa perché vengo considera: ”Diversa”.
Non demordo, non mi demoralizzo perché il mio cra-cra infastidisce la gente borghese, dall’affannosa ricerca di briciole di felicità, cadute inavvertitamente dalla tavola dei potenti.
Come il corvo Joe esibisco il mio vessillo nero, simbolo dell’oscurità dell’animo umano ma aggiungo il rosso della passione alla battaglia.
Gracchiando senza grazia vi lascio un caro saluto.

domenica 23 marzo 2008

GRAZIE PER LA VOSTRA AMICIZIA

Lo so, la vita nonostante tutto è meravigliosa, ma in questi ultimi mesi il destino si è accanito su di me, come lo scalpello di un abile scultore, intento a scolpire un prigione di marmo.
Vi chiedo scusa per avervi trascurato, ma sono proprio esausta.
Miei cari amici, vi ringrazio per la vostra partecipazione, ma la sofferenza interiore mi ha tolto la serenità necessaria per gestire il mio blog.
Mi allontano momentaneamente, come lo scultore si distanzia dalla sua opera per osservarla meglio e in silenzio recuperare le forze per portarla a termine.
Un abbraccio a tutti.
Angela

domenica 2 marzo 2008

emozioni






Ogni anno attendo con trepidazione il mese di Marzo,
per riascoltare il canto del mio amico usignolo.
Questa notte, è arrivato,
l’ ho percepito nel dormiveglia, grazie al mio sonno leggero.
Il mio minuscolo amico, si è annunciato con la consueta
cascata di note.
Ho spalancato la finestra, l’aria fresca, la luna
e la potenza prorompente del suo canto, mi hanno fatto
“accapponare” la pelle.
Come KEATS, nella sua stupenda ode, ed altri poeti prima
di lui, mi sono lasciata cullare dalla melodia delle note,
che hanno il potere di emozionarmi e di risollevare
il mio spirito stanco ed afflitto.
Le variazioni sonore, i fugaci gorgheggi, mi hanno trasmesso
una gioia (PANICA) e un intenso desiderio
d’immergermi con lui, nella notte oscura.
Non so, se il tenero uccellino sia lo stesso dell’anno scorso, ma
mi piace pensare, che sia immortale e ritorni ogni anno;
solo per me.