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domenica 13 giugno 2010

TUTTO IL MONDO E' PAESE

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Sono quasi 40 anni che lavoro con i deboli d’udito, pertanto conosco le varie ipoacusie.
Ieri, grazie ad un’intervista ad un cittadino del Sudafrica, ho avuto la conferma che si sta diffondendo una nuova e pericolosa forma di sordità:
“non sentire le grida che provengono dalla povertà.”
Volutamente, le telecamere, presenti in questo paese africano, per riprendere i mondiali di calcio, propongono esclusivamente immagini di una città moderna ed efficiente, ad uso di una minoranza benestante.
L’intervistato denunciava che la realtà della città, fatta di baraccopoli, miseria e degrado è tenuta appositamente celata ed allontanata dall’evento.
Questa è l’ennesima conferma che l’informazione è manipolata in tutte le parti del mondo.

lunedì 24 dicembre 2007

PRESSAPOCHISMO

Domenica sera ho atteso con ansia di visionare il film Tv intitolato: tutti i rumori del mondo, nel quale finalmente si sarebbe trattato l’argomento sordità ed in particolare quell’infantile.
Il film è stato tratto dalla storia vera di una coppia, che a pochi mesi dalla nascita del loro figlioletto scopre che è incapace di percepire i suoni del mondo esterno. I genitori sono colti da un’immensa disperazione quando gli specialisti diagnosticano che il loro figlio è affetto da una sordità quasi totale.
La madre, nel film, (ricca imprenditrice) invece di rivolgersi ad un centro audiprotesico, che sarebbe stato in grado di applicare al bimbo, protesi acustiche tecnologicamente avanzate e collaudate dal Ministero della Sanità, si affida ad un burbero ingegnere che vive in una baita sperduta in un paese di montagna. Il “tecnico”, (aggiunto solo per colorire la trama), costruisce per il piccolo una protesi (prototipo) per ovviare alla sua sordità.
Ho letto che la pellicola ha stravolto completamente la storia vera. Mi chiedo che messaggi trasmette la RAI su di un argomento così serio, considerando che il film fa parte di una trilogia che ha lo scopo di sensibilizzare e aiutare le persone ad affrontare queste problematiche?
La regista ha trattato l’argomento (apparecchi acustici) con superficialità ed io che lavoro dal 1971 con gli audiolesi e conosco le loro vere problematiche, posso affermare che questo film ha lanciato dei messaggi falsi e pericolosi.
Con lo stesso sorriso che dedico quotidianamente  ai miei “ragazzi” e ai miei "vecchietti",
VI AUGURO TANTA SERENITA’

lunedì 16 aprile 2007

Giornata epocale

Il 14 e 15 aprile ho partecipato con Missmeletta al congresso “Un giorno speciale, un mondo senza fili”, tenutosi alla stazione Leopolda di Firenze. Questa struttura è un grande e suggestivo spazio, (unico nel suo genere) che ospita eventi e manifestazioni legate alla cultura e alla creatività.
Durante la Convention, (prima mondiale) sono stati presentati nuovi apparecchi acustici danesi che, segnano una svolta “epocale” per audiolesi e audioprotesisti.
Questa tecnologia (Rise) permette il collegamento ai dispositivi Bluetooth, come telefoni cellulari, lettori MP3, navigatori satellitari ecc, direttamente attraverso le protesi acustiche, senza collegare ulteriori fili.
Ospite di quest’evento è stato il maestro Giorgio Albertazzi, che ha intrattenuto il pubblico con aneddoti personali ed ha declamato “La pioggia nel pineto”.Con questa poesia consona all’evento, l’attore è riuscito a trasmettere a tutta la platea, suggestive e magiche emozioni.
Al congresso è seguita una stupenda cena di gala, durante la quale sono stati serviti piatti d’alta cucina e pregiati vini toscani.
Naturalmente mi ha fatto da cornice a quest’interessante giornata: la bellezza di Firenze, la gioia di essere riuscita a parlare con Albertazzi che mi ha gentilmente vergato una dedica sul mio libro de chevet“Le memorie diAdriano”e naturalmente .....l’allegra compagnia di mia figlia.

 

mercoledì 7 febbraio 2007

Il mio lavoro

Sono passati alcuni mesi dal giorno che mia figlia mi ha regalato questa finestra da cui mi affaccio sempre con gioia ed interesse. Con molti di voi ho instaurato una bella amicizia, per cui desidero raccontarvi qualcosa di personale per conoscermi meglio. Oggi vi prendo per mano e vi conduco  nel mio mondo lavorativo. Sicuramente la parola audioprotesista vi suonerà strana, ma è questo il lavoro che svolgo da molti anni. Le persone  che si rivolgono a me, hanno problemi di ascolto. La sordità è un ostacolo difficile da superare in qualsiasi modalità ed entità essa si manifesti. In particolare può impedire lo sviluppo dei rapporti interpersonali, in quanto rende difficile la comprensione del linguaggio e in molti casi costituisce una barriera che isola le persone. Se l'ipoacusia insorge in età pre-verbale, il bambino non ancora padrone della lingua e non  in possesso dei requisiti per apprenderla, corre il rischio di diventare anche muto. Nel momento in cui, le persone (di tutte l'età) giungono alla conclusione di aver delle deficienze dell'apparato uditivo e si rivolge nel centro dove lavoro,la prima cosa che faccio è quella di rassicurarle. Ascolto le loro problematiche, raccolgo i dati anamnestici e controllo con l'otoscopio elettronico lo stato del condotto uditivo. Per concludere li sottopongo ad un esame audiometrico, attraverso il quale ho la possibilità di capire il grado della sordità e decidere il tipo di apparecchio acustico più adatto al caso. Bisogna usare tatto e discrezione per raggiungere risultati ottimali. Naturalmente prima che le persone possono indossare i loro apparecchi con disinvoltura, ci vuole un periodo di adattamento abbastanza lungo. Il momento più gratificante (per me) è quando si presentano ai controlli, perchè mi rendo conto che gli apparecchi acustici hanno praticato una magia! I loro visi non sono più tesi, lo sguardo è vivo e gli occhi non sono sgranati, sono calmi, ma soprattutto il sorriso è riapparso sulle loro labbra. Mi raccontano le gioie ritrovate: risentire le voci amate, riscoprire i soavi suoni della natura, assaporare la bellissima sensazione del soffio del loro respiro e finalmente la possibilità di capire gli altri e poter rispondere a tono. Per tutti questi motivi la sera quando ritorno a casa, sono soddisfatta perchè nel mio piccolo contribuisco a rendere felici tante persone. Probabilmente dovranno passare ancora molti  anni prima che la gente cominci a considerare l'apparecchio acustico altrettanto "normale" di un paio di occhiali o di lenti a contatto, ma prima o poi spero che ci si arriverà.

Spesso penso che se il mio amato Beethoven avesse potuto usufruire di questi ausili sicuramente non si sarebbe fermato alla nona sinfonia!

sabato 7 ottobre 2006

Le parole e i suoni

Tutti noi diamo per scontato che sentire o proferire parola sia un fatto normale. Vi assicuro che per chi  da più di trentanni lavora con audiolesi e sordomuti non è cosi'. Non voglio rattristare nessuno ma con questo post desidero sensibilizzare tutti voi ad aumentare la capacità di ascoltare i propri simili e imparare a non avere paura di esprimere i vostri sentimenti. Chi non ha la fortuna di sentire i suoni della vita, (mare, vento, una goccia che cade) le voci delle persone amate o non può chiedere o rispondere, vive un terribile disagio. Pur di non rimanere isolati gli uomini desiderosi di dialogare trasformano le parole in gesti. Sapete i miei ragazzi ( dico miei perchè li considero figli) quando vengono a trovarmi come mi salutano? Mettono le loro mani sul cuore e poi me lo donano, Vi assicuro che ogni volta riescono ad emozionarmi e farmi capire che se si ama veramente si usa qualsiasi modo per comunicarlo.
Questo è il mio primo post e desiderosalutarvi in questo modo.