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martedì 21 agosto 2007

Il sublime pittore del Sensibile

A Maggio avevo scritto un post nel quale raccontavo che Van Gogh, oltre ad essere uno straordinario pittore, possedeva una profonda conoscenza astronomica.
In questi giorni ho letto con stupore che nel quadro intitolato: “Il Dottor Gaschet”, Vincent riuscì a spiegare attraverso la sua arte, cosa era la depressione, ben dieci anni prima di Freud.
Il quadro ritrae il medico, che si era laureato con una tesi che trattava questa malattia, in una posa simile ad un’opera grafica di Durer, intitolata: la melanconia.
Se osservate attentamente il dipinto, l’uomo ha i capelli rossi (come l’artista), il suo volto triste è appoggiato su di un braccio piegato in un atteggiamento tipico dello scoramento. Sulla fronte aggrottata, si notano alcune rughe, mentre lo sguardo appare assente e perso nel vuoto.Gli angoli della bocca che tendono verso il basso, fanno trapelare il disgusto nei confronti della vita. Vicino a due libri (tomi sulla malinconia) appoggiati su di un tavolo, il pittore ha dipinto una pianta di digitale, con la quale a quei tempi si cercava di curare invano la malattia.
Tutte queste caratteristiche oggi sappiamo che sono chiari sintomi della depressione, malattia subdola che se non è riconosciuta, sfocia in mille altre patologie, rendento la quotidianità del malato invivibile.
Van Gogh ha dipinto Gachet ma il quadro è chiaramente un autoritratto e la depressione non curata sarà la causa che poterà il mio amato Vincent al suicidio.

mercoledì 15 agosto 2007

L'Angelo di mio marito

Ho deciso di modificare il template che mi rappresenta sul blog, con una fotografia di un’opera d’arte che si trova nel Cimitero monumentale di Genova, il più grande d’Europa.
In questi mesi attraverso i miei scritti, credo sia trapelato che purtroppo non possiedo il dono della Fede, al contrario di mio marito che crede fermamente anche alla presenza angelica …. “.In effetti, ne ha sposato uno!”
 In questi giorni mi ha trascinato a vedere la scultura, conosciuta come l’Angelo della Resurrezione di Giulio Monteverde (1837-1917), eseguita nel 1882 per decorare la tomba della famiglia Oneto. Davanti a tanta perfezione, il consorte asserisce che per raggiungere tali livelli, la mano dello scultore deve essere stata guidata da forze soprannaturali.
In effetti, osservando l’angelo sono rimasta colpita da tanta bellezza ma ciò che trovo veramente originale è il suo volto ambiguo e la postura conturbante.
Lo sguardo distaccato, carico d’emotività sensuale sembra aver perso la sua connotazione cristiana di guida al Paradiso, per diventare solo testimone del profondo e insondabile mistero della vita e della morte proprio come piace a me. 

giovedì 5 luglio 2007

La flaneuse

Salita delle battistine, residenza genovese del filosofo Nietzsche (foto di Giò)
Da giovane ho corso tanto ed ora mi piace camminare. Adoro passeggiare lentamente, quando sono libera da impegni,per le vie, nei vicoli e nelle creuze della mia città. Perdermi nel brusio delle strade, nel ronzio delle voci sconosciute, senza fretta e in balia del caso. Cammino per puro piacere, con passo felpato ed armonioso. Osservo mille immagini, evoco tanti ricordi. Mi specchio nei volti dei passanti, li sfioro e spesso riesco a cogliere frammenti delle loro speranze, chimere o dolori. Per fare ciò non devo correre. Il filosofo non corre: passeggia. Passo dopo passo, svuoto la mente dagli affanni e riaccendo la mia forza vitale. Nietzsche, gran passeggiatore, asseriva che solo le idee che ci brillano in testa, camminando, hanno vero valore. La condizione d'animo mentre cammino è piacevole e mi permette di conoscere meglio me stessa e ciò che mi circonda. Divento una.: "flaneuse". 
Da circa un anno passeggio anche virtualmente tra voi, senza essere osservata sono entrata in una nuova dimensione.

venerdì 30 marzo 2007

I segni del tempo

Mi sto pettinando e penso a come sia diventato difficile sbarcare il lunario. Lavoro, cucino, non spreco il denaro, sono diventata autarchica all’ennesima potenza, eppure arrivare alla fine del mese è sempre più difficile. Improvvisamente lo sguardo si fissa sul mio viso ,riflesso nello specchio. Noto che tra i miei capelli castani, qua e là, sono comparsi numerosi fili argentati, gli occhi celesti mi appaiono scoloriti, le rughe sono aumentate e la pelle è meno luminosa. Che cosa pretendo, è naturale che il trascorrere del tempo e il destino poco clemente stiano lasciando i loro segni. La voce di mio marito che mi esorta ad affrettarmi, altrimenti arriverò in ritardo al lavoro, mi scuote da questi pensieri.Indosso la giacca, prendo al volo lo zainetto, mi avvicino a lui e lo saluto, pronunciando la frase di rito: “Ciao ci vediamo questa sera.” Il consorte mi guarda con tenerezza e mi dice: “Come sei carina!” Col cuore in gola lo bacio, esco da casa.....CORRENDO, invasa da una grande ed inaspettata felicità.
Da domani devo assolutamente trovare un pochino di tempo da dedicare a me stessa, altrimenti in breve tempo assomiglierò alla mia dolcissima TROLL!
Foto scattata dalla Maratoneta - Diritti riservati

sabato 24 febbraio 2007

Il mio destino

Anni or sono, in una bancarella del mercatino d’antiquariato della mia città, ho acquistato la “Domenica del Corriere” del 3/9/1952, anno della mia nascita.
La motivazione di quest’interesse era dovuto ad un articolo che avevo letto qualche anno prima. In esso era sottolineato che fra i tanti metodi di divinazione del futuro ve n’era uno curioso. Cercare la copia della Domenica del Corriere relativa la  settimana e l’anno della propria nascita ed osservare attentamente l’illustrazione della copertina. In essa, pare che vi siano chiari suggerimenti e previsioni sulla realizzazione del proprio destino. Attualmente la mia copia è incorniciata ed appesa in modo da poter essere sempre visibile. Come potete vedere io sono una superstite di un naufragio. Le interpretazione potrebbero essere diverse  ma la mia chiave di lettura è questa: Sono la superstite della mia generazione che da rivoluzionaria si è imborghesita. Nonostante ciò sono diventata una “splendida cinquantenne” proprio  perché da giovane gridavo cose giuste (Nanni Moretti)

Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.....
Sono rimasta sola (Gino Paoli)

mercoledì 7 febbraio 2007

Il mio lavoro

Sono passati alcuni mesi dal giorno che mia figlia mi ha regalato questa finestra da cui mi affaccio sempre con gioia ed interesse. Con molti di voi ho instaurato una bella amicizia, per cui desidero raccontarvi qualcosa di personale per conoscermi meglio. Oggi vi prendo per mano e vi conduco  nel mio mondo lavorativo. Sicuramente la parola audioprotesista vi suonerà strana, ma è questo il lavoro che svolgo da molti anni. Le persone  che si rivolgono a me, hanno problemi di ascolto. La sordità è un ostacolo difficile da superare in qualsiasi modalità ed entità essa si manifesti. In particolare può impedire lo sviluppo dei rapporti interpersonali, in quanto rende difficile la comprensione del linguaggio e in molti casi costituisce una barriera che isola le persone. Se l'ipoacusia insorge in età pre-verbale, il bambino non ancora padrone della lingua e non  in possesso dei requisiti per apprenderla, corre il rischio di diventare anche muto. Nel momento in cui, le persone (di tutte l'età) giungono alla conclusione di aver delle deficienze dell'apparato uditivo e si rivolge nel centro dove lavoro,la prima cosa che faccio è quella di rassicurarle. Ascolto le loro problematiche, raccolgo i dati anamnestici e controllo con l'otoscopio elettronico lo stato del condotto uditivo. Per concludere li sottopongo ad un esame audiometrico, attraverso il quale ho la possibilità di capire il grado della sordità e decidere il tipo di apparecchio acustico più adatto al caso. Bisogna usare tatto e discrezione per raggiungere risultati ottimali. Naturalmente prima che le persone possono indossare i loro apparecchi con disinvoltura, ci vuole un periodo di adattamento abbastanza lungo. Il momento più gratificante (per me) è quando si presentano ai controlli, perchè mi rendo conto che gli apparecchi acustici hanno praticato una magia! I loro visi non sono più tesi, lo sguardo è vivo e gli occhi non sono sgranati, sono calmi, ma soprattutto il sorriso è riapparso sulle loro labbra. Mi raccontano le gioie ritrovate: risentire le voci amate, riscoprire i soavi suoni della natura, assaporare la bellissima sensazione del soffio del loro respiro e finalmente la possibilità di capire gli altri e poter rispondere a tono. Per tutti questi motivi la sera quando ritorno a casa, sono soddisfatta perchè nel mio piccolo contribuisco a rendere felici tante persone. Probabilmente dovranno passare ancora molti  anni prima che la gente cominci a considerare l'apparecchio acustico altrettanto "normale" di un paio di occhiali o di lenti a contatto, ma prima o poi spero che ci si arriverà.

Spesso penso che se il mio amato Beethoven avesse potuto usufruire di questi ausili sicuramente non si sarebbe fermato alla nona sinfonia!

giovedì 18 gennaio 2007

Incipit

Possiedo un quaderno con la copertina rigida di colore marrone, sul quale annoto da molti anni gli “incipit” dei libri che ho letto.
Le pagine a quadretti. leggermente ingiallite, sono vergate in stampatello con una matita Faber-Castel, che è sormontata da un cappuccio di metallo nel qual è assemblato il temperino. Questo strumento denominato: l’allungalapis, mi permette di usare la matita anche quando è ridotta dall’uso ad un mozzicone. ( qui, esce alla grande la mia genovesità).
Ogni volta che apro il quadernetto rivivo le emozioni provate durante la lettura di tutti i libri elencati, grazie alla potenza di queste piccole frasi, che spesso contengono l’essenza di tutta la trama.
Tra tutti gli incipit collezionati fino ad oggi, quello che amo di più è:
LA MIA FANCIULEZZA FU LIBERA E GAGLIARDA” tratto dal libro “Una donna”, scritto da Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio.
“Una donna” è un libro autobiografico, pubblicato nel 1906. Dipinge la condizione femminile dell'epoca in cui gli uomini avevano "scarsa" considerazione
delle donne.                                            
Mi permetto di consigliare la lettura di questo libro a tutte le donne che passeranno dal mio blog, specialmente alle giovani ragazze.