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sabato 19 giugno 2010

Addio compagno Saramago


"Non sono un scrittore comunista, io sono un comunista scrittore, che è diverso.
Vale a dire che non sono un scrittore comunista che scrive secondo un orientamento politico o ideologico determinato e che utilizza la letteratura per diffondere questo orientamento. Allo stesso modo che c'è una differenza tra essere un giornalista comunista o un comunista giornalista. Per giornalista comunista si intende un giornalista che lavora in un organo di stampa comunista e la sua missione è quella di espandere attivamente quelle idee. In cambio, se si è un comunista giornalista non significa che attivamente tu ti dedichi ad espandere le tue idee nella tua professione".

sabato 27 febbraio 2010

Riflessione



"Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino, ma ciò che ci mettiamo dentro è nostro."
Dag Hammarskyold

giovedì 21 maggio 2009

Preziosa Zietta

Trovo del tutto ragionevole la credenza celtica secondo la quale le anime di coloro che abbiamo perduti sono imprigionate in qualche essere inferiore, un animale. un vegetale,un oggetto inanimato, perdute davvero per noi fino al giorno,che per molti non arriva mai, nel quale ci troviamo a passare accanto all'albero o a entrare in possesso dell'oggetto che ne costituisce la prigione. Allora esse sussultano, ci chiamano, e non appena le abbiamo riconosciute, l'incantesimo si spezza. Liberate da noi, hanno vinto la morte, e tornano a vivere con noi.
                                                                                                                                                  Proust
         

Spero di ritrovarti mia preziosa zietta
!

fiore da te.                                      

venerdì 6 marzo 2009

Due risate





<< La mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto crudo democristiano, la coppa liberale, la finocchiona è radicale: il prosciutto cotto è fascista.>>
Lo sosteneva Francesco Nuti nel film Caruso Pascoski di padre polacco. E’ una sequenza cinematografica che ho sempre trovato geniale.
Ieri leggendo il libro d’Andrea Scanzi, (esperto enologo e sommelier), intitolato: elogio dell’invecchiamento, con sottotitolo alla scoperta dei dieci migliori vini italiani, ho trovato un parlamento nel quale ogni vitigno ha la sua ideologia.
Cito i principali
Il sangiovese è democristiano. Ha sempre la maggioranza, in tutta Italia. Piace a tutti, lo trovi ovunque.
Il Merlot, facile, è anticonformista. Cade sempre in piedi, non litiga con nessuno, insuperabile nel salire sul carro del vincitore. Dagli scandali esce sempre immacolato.
Il Lambrusco è proletario, fa l’operaio da una vita, crede ancora negli scioperi e spera che D’Alema, prima o poi dirà qualcosa di sinistra.
Il Cabernet Franc è verde, ecologista. Nessuno come lui ostenta fin dai profumi l’appartenenza alla terra. Credo che questo vino sia il preferito da Beppe Grillo.
Il prosecco è leghista, danaroso, poco incline alla multirazzialità. I suoi rappresentanti non sono Bossi e Calderoni, ci vuole il fisico di Alberto da Giussano
per il ruolo di vino da aperitivo, colui a cui è demandato il non facile inizio di un pasto
Il Carignano è secessionista. Crede, come ebbe il tempo di credere Fabrizio De André a furia di frequentarlo che i sardi siano gli indiani d’Italia.
Il Primitivo è mastelliano e non si capisce cosa voglia fare da grande.
Il Nebbiolo è sabaudo, monarchico. Non segue la moda, è diffidente del nuovo e non ama l’invecchiamento.
L’Aglianico è borbonico: Quando lo si beve, si deve accettare di salire nella macchina del tempo con Michael J. Fox. E’ un’esperienza temporale, più che sensoriale.
Il Syrah è di destra e non ha mai digerito la svolta di Fiuggi. E’ un vitigno nazionalista e patriottico.
Il Negroamaro è missino, per pura associazione semantica.
Il Piedirosso è comunista italiano.
Il Pignolo è dell’Italia dei Valori, cocciuto come Di Pietro.
Il Muller Thurgau vota Forza Italia.Nato da un esperimento di laboratorio, per mere esigenze personali. Non è buono, non gode di buona critica. Nessuno dice di berlo. Ma tutti lo bevono.
Il tocai Rosso è Rifondazione Comunista: Un vitigno sufficientemente elitario per piacere a Bertinotti.
Il Trebbiano è qualunquista, la politica non la segue perché tutti rubano alla stessa maniera.
Il Moscato è di sinistra, la Malvasia di destra e lo Chardonnay rigorosamente di centro.
La Barbera ha fatto il Sessantotto e nell’invecchiare si è fatta assumere da Italia 1.
Il Pinot Nero è l’anarchico.  Se fosse un uomo sarebbe un BaKunin scagliato contro la modernità.
E per finire La democrazia italiana?
Un novello, giovane ineffabile, senza pretese.

sabato 28 luglio 2007

Si può disobbedire

 Si aiuta un sistema malvagio obbedendo ai suoi ordini e decreti.
Un sistema malvagio non merita mai una tale lealtà.
Tale lealtà significa condividere il male.
Un individuo deve contrastare il sistema malvagio con tutta la sua anima.
La disobbedienza è un diritto inalienabile d’ogni cittadino.
Rinunciare a questo diritto, significa cessare d’essere uomini.
Sii tu, il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. 
                                                  Mahatma Gandhi

Queste parole proferite dalla “Grande anima” mi sono sempre di grande conforto per le mie battaglie quotidiane contro le ingiustizie del potere.

venerdì 13 luglio 2007

Viaggio "Fai da te"

"L'unico viaggio da cui non si torna mai a mani vuote e quello dentro noi stessi.Dentro non ci sono confini nè dazi, si può arrivare fino alle stelle più remote. O visitare posti che ormai non ci sono più, andare a trovare persone scomparse. Persino entrare in luoghi che non sono mai esistiti, e forse non potrebbero esistere, ma lì sto bene. O almeno, non male. E tu?"
                                                            Amos Oz

martedì 6 marzo 2007

Partecipazione


(Pelizza da Volpedo  Il quarto stato)
Non stare davanti a me,
potrei non seguirti;
non stare dietro di me,
potrei non esserti di guida;
ma, sta al mio fianco e
sii semplicemente mio amico.
Albert Camus

sabato 24 febbraio 2007

Il mio destino

Anni or sono, in una bancarella del mercatino d’antiquariato della mia città, ho acquistato la “Domenica del Corriere” del 3/9/1952, anno della mia nascita.
La motivazione di quest’interesse era dovuto ad un articolo che avevo letto qualche anno prima. In esso era sottolineato che fra i tanti metodi di divinazione del futuro ve n’era uno curioso. Cercare la copia della Domenica del Corriere relativa la  settimana e l’anno della propria nascita ed osservare attentamente l’illustrazione della copertina. In essa, pare che vi siano chiari suggerimenti e previsioni sulla realizzazione del proprio destino. Attualmente la mia copia è incorniciata ed appesa in modo da poter essere sempre visibile. Come potete vedere io sono una superstite di un naufragio. Le interpretazione potrebbero essere diverse  ma la mia chiave di lettura è questa: Sono la superstite della mia generazione che da rivoluzionaria si è imborghesita. Nonostante ciò sono diventata una “splendida cinquantenne” proprio  perché da giovane gridavo cose giuste (Nanni Moretti)

Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.....
Sono rimasta sola (Gino Paoli)

martedì 20 febbraio 2007

Dice il Saggio (2)

Foto scattata dalla Maratoneta.

Gli operai, durante le pause parlano di calcio.
I quadri, parlano di tennis.
I dirigenti parlano di golf.

MORALE:

Più sei in alto, più le palle sono piccole!

giovedì 18 gennaio 2007

Incipit

Possiedo un quaderno con la copertina rigida di colore marrone, sul quale annoto da molti anni gli “incipit” dei libri che ho letto.
Le pagine a quadretti. leggermente ingiallite, sono vergate in stampatello con una matita Faber-Castel, che è sormontata da un cappuccio di metallo nel qual è assemblato il temperino. Questo strumento denominato: l’allungalapis, mi permette di usare la matita anche quando è ridotta dall’uso ad un mozzicone. ( qui, esce alla grande la mia genovesità).
Ogni volta che apro il quadernetto rivivo le emozioni provate durante la lettura di tutti i libri elencati, grazie alla potenza di queste piccole frasi, che spesso contengono l’essenza di tutta la trama.
Tra tutti gli incipit collezionati fino ad oggi, quello che amo di più è:
LA MIA FANCIULEZZA FU LIBERA E GAGLIARDA” tratto dal libro “Una donna”, scritto da Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio.
“Una donna” è un libro autobiografico, pubblicato nel 1906. Dipinge la condizione femminile dell'epoca in cui gli uomini avevano "scarsa" considerazione
delle donne.                                            
Mi permetto di consigliare la lettura di questo libro a tutte le donne che passeranno dal mio blog, specialmente alle giovani ragazze.

lunedì 1 gennaio 2007

venerdì 29 dicembre 2006

Dice il saggio:

Cercate di fare amicizia con voi stessi.
Evitate la prigione della non ricerca
per non limitare la vostra crescita.
Auguro a tutti orizzonti sereni.
Foto scattata dalla Maratoneta

lunedì 13 novembre 2006

Le memorie di Adriano

Parecchio tempo fa, ho letto il libro intitolato "Le memorie di Adriano", scritto da Marguerite Youcernar. Il libro venne pubblicato in Francia nel 1951 (da noi solo nel 1963 da Einaudi). Il successo fu sensazionale, lo è stato per decenni, lo è adesso e lo sarà sempre perchè è una scoperta commovente e sublime che va oltre la documentata(e inventata) vita di questo imperatore romano. Adriano visse nel II° secolo dopo Cristo (dal 76 al 138) e fu un grande legislatore, un ottimo riformatore e un uomo molto sensuale: insomma un vero intellettuale. Vi trascrivo alcuni suoi pensieri che mi hanno colpita per la loro modernità che confrontati a quelli dei nostri politici attuali non mi resta che.........PIANGERE

Fece incidere sulle sue monete queste parole: Umanità, Felicità, Libertà.
Era convinto che una parte dei nostri mali dipendesse dal fatto che troppi uomini sono oltreaggiosamente ricchi o disperatamente poveri.
Asseriva che la menoria della maggioranza degli uomini è un cimitero abbandonato, dove giacciono senza onori i morti che essi hanno cessato di amare.
Costruire significa collaborare con la terra.
Ricostruire significa collaborare col tempo.
Alla fine dei suoi giorni pronunciò queste parole: Durante il mio impero ho meditato e lavorato per migliorare la vita degli uomini attrezzandola come una bella imbarcazione ben munita per un viaggio che spero durerà molti secoli. Il mio compenso:
LA FELICITA'

lunedì 23 ottobre 2006

Graffiti

Per recarmi sul posto di lavoro sono costretta a usare: l'autobus, il treno, le gambe e se continua così un giorno forse anche l'aereo, per la serie il lavoro nobilita. Attraversando la città non posso fare a meno (di natura sono curiosa, ma di quella curiosità sana) di leggere le frasi che ignoti scrivono sui muri, cassonetti e vari raccoglitori ecologici. Alcune di queste scritte sono veramente belle e quando riprendo il cammino spesso rifletto sul loro contenuto. Questi messaggi sono composti da poche parole(ermetici) ma sono talmente incisivi che hanno il potere di rendere accessibile a tutti, concetti molto complessi, che per esporli a volte sarebbe necessario scrivere un trattato. Ve ne riporto alcune e mi piacerebbe sapre quella che vi ha maggiormente colpito. Passate parola così la classifica diventerà più interessante. Dopo la votazione nominerò la vincitrice. Vi saluto caramente.
1) Spegni la televisione accendi le passioni. 2) Il tempo non esiste gli orologi sì. 3) I nostri sogni i vostri incubi. 4) Hai venduto il tuo tempo per fare i regali di Natale. 5) Il tempo è il carcere dell'orologio. 6) La stupidità è di moda. 7) Resistere per esistere. 8) Dove inizia il soldato finisce l'uomo. 9) Dietro le parole degli psiichiatri c'è la violenza delle istituzioni. 10) Produci,consuma e crepa. 11) Il tempo è lavoro, il tempo è fatica. il tempo costa una vita