mercoledì 15 agosto 2007

L'Angelo di mio marito

Ho deciso di modificare il template che mi rappresenta sul blog, con una fotografia di un’opera d’arte che si trova nel Cimitero monumentale di Genova, il più grande d’Europa.
In questi mesi attraverso i miei scritti, credo sia trapelato che purtroppo non possiedo il dono della Fede, al contrario di mio marito che crede fermamente anche alla presenza angelica …. “.In effetti, ne ha sposato uno!”
 In questi giorni mi ha trascinato a vedere la scultura, conosciuta come l’Angelo della Resurrezione di Giulio Monteverde (1837-1917), eseguita nel 1882 per decorare la tomba della famiglia Oneto. Davanti a tanta perfezione, il consorte asserisce che per raggiungere tali livelli, la mano dello scultore deve essere stata guidata da forze soprannaturali.
In effetti, osservando l’angelo sono rimasta colpita da tanta bellezza ma ciò che trovo veramente originale è il suo volto ambiguo e la postura conturbante.
Lo sguardo distaccato, carico d’emotività sensuale sembra aver perso la sua connotazione cristiana di guida al Paradiso, per diventare solo testimone del profondo e insondabile mistero della vita e della morte proprio come piace a me. 

giovedì 9 agosto 2007

Come nelle vallate scozzesi

Finalmente, libera da impegni lavorativi, questo pomeriggio in compagnia di mio marito mi sono recata al parco del Peralto.
Quest’oasi di pace, si trova sulle alture di Genova, in una zona denominata Righi. Centenari pini ed abeti con maestosi cedri del Libano, lecci e carpini, fanno da cornice a questo luogo in cui la frescura e la pace regnano sovrani. Il silenzio è rotto solo dal cinguettio degli uccelli, dal frinire delle cicale e dal rumore dei nostri passi sul tappeto d’aghi di pino.
  Eravamo assorti nelle nostre letture, beatamente seduti su di una panchina, quando all’improvviso, portata dalla brezza udiamo una soave melodia. Istintivamente ci guardiamo perplessi, pensando che il suono potesse provenire dalla suoneria di un cellulare. Dopo circa dieci minuti, ci siamo resi conto che la musica arrivava dalla collina opposta, così abbiamo deciso d’incamminarci verso quella
deliziosa fonte sonora. Passo, dopo passo,la musica aumentava d’intensità ed ecco, che allo svoltare di un tornante, vicino a vecchie mura di un forte, ci siamo trovati davanti una visione impensabile. Un distinto signore, in un angolo sotto querce maestose, dava fiato ad una splendida cornamusa. In rispettoso silenzio ci siamo avvicinati e vi assicuro che l’emozione provocata da quei suoni è stata talmente intesa da farci “accapponare” la pelle.
Terminato il pezzo mi sono avvicinata insieme con un’altra signora, (rivelatasi poi una giornalista) ed abbiamo intervistato il simpaticissimo "Scottish Piper". Il signor Marco Borzacca, ci ha raccontato di aver imparato a suonare il singolare strumento più di 25 anni or sono, da un maestro scozzese, in un paese vicino al famoso lago di Ness, Loch nella contea d’Inverness.
Il piper è genovese, lavora a Genova e suona la cornamusa prevalentemente per passione ma non disdegna esibirsi in manifestazioni storiche e celebrazioni di matrimoni.
Ci ha deliziato con un bellissimo repertorio di musiche tipiche scozzesi e quando ci siamo salutati ci ha informato che se desideravamo riascoltarlo, tutti i sabati pomeriggio è solito recarsi per allenarsi in questo luogo, dove il suono potente della sua cornamusa non può arrecare fastidio a nessuno.
Questa è la dimostrazione che non occorre recarsi in paesi tropicali per provare delle emozioni, a noi è bastato allontanarci dieci minuti da casa.
Grazie Marco ci hai regalato una giornata speciale!

domenica 5 agosto 2007

Elementare, Watson

I medici di una volta, per diagnosticare le malattie, non potendosi avvalere delle tecnologie moderne, usavano i vecchi sistemi degli ispettori di polizia, descritti con gran maestria da Simenon e Conan Doyle, (avevano intrapreso loro stessi studi medici) nei loro romanzi gialli.
Per scoprire il male, il dottore, come Maigret, Watson e Holmes, interrogava, ascoltava, osservava ed escludeva per arrivare alla verità. Inoltre si avvalevano della Semiotica, studio dei segni di cui Umberto Eco è maestro e della Fisiognomica, disciplina che rivela, attraverso lo studio dei tratti somatici, l’emozione e i moti dell’animo umano. (J.K.Lavater e C. Lombroso)
Tutto questo non esiste più, i denominati medici di famiglia, spesso non ascoltano i pazienti e prescrivono medicinali od esami inutili e costosi senza visitare ed indagare ma solo perché consigliati dai rappresentanti delle case farmaceutiche.
Personalmente, trovo particolarmente intrigante osservare durante i miei spostamenti per recarmi al lavoro, le persone che incontro sul treno, per la strada o sull’autobus. Attraverso i loro tratti somatici, il modo di muoversi, di comunicare, di vestire ed agghindarsi, mi piace “indagare” e scoprire qualcosa di personale della loro vita.
Vi consiglio di soffermarvi ad osservare le persone che incontrate durante il vostro cammino o nelle relazioni quotidiane, vi apparirà un mondo nuovo, pieno di sorprese che vi aiuterà a capire meglio l’animo umano.

sabato 28 luglio 2007

Si può disobbedire

 Si aiuta un sistema malvagio obbedendo ai suoi ordini e decreti.
Un sistema malvagio non merita mai una tale lealtà.
Tale lealtà significa condividere il male.
Un individuo deve contrastare il sistema malvagio con tutta la sua anima.
La disobbedienza è un diritto inalienabile d’ogni cittadino.
Rinunciare a questo diritto, significa cessare d’essere uomini.
Sii tu, il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. 
                                                  Mahatma Gandhi

Queste parole proferite dalla “Grande anima” mi sono sempre di grande conforto per le mie battaglie quotidiane contro le ingiustizie del potere.

giovedì 19 luglio 2007

Profumo di un'emozione

Quando l’alba colora di rosa i tetti d’ardesia, il suo profumo morbido e penetrante vince quello del mare, si mischia all’odore del pesce fresco ed invade  la Superba. La “fùgassa” è la colazione dei genovesi ed ogni mattina è sempre un rito che sa di antico. Un gusto acquisito negli anni, che ormai fa parte di me. Innaffiata con un calice di Vermentino è la comunione laica con Genova, qualcosa di spirituale.
Quest’emozione la voglio: appena uscita dal forno, calda, croccante, coi buchi madidi di olio d’oliva e con qualche vescichetta….di bruciato.
Mi piace sgranocchiar focaccia, seduta su di un muretto in solitudine, senza pensare ad altro;guardo il mare e mi commuovo sino alle lacrime….

venerdì 13 luglio 2007

Viaggio "Fai da te"

"L'unico viaggio da cui non si torna mai a mani vuote e quello dentro noi stessi.Dentro non ci sono confini nè dazi, si può arrivare fino alle stelle più remote. O visitare posti che ormai non ci sono più, andare a trovare persone scomparse. Persino entrare in luoghi che non sono mai esistiti, e forse non potrebbero esistere, ma lì sto bene. O almeno, non male. E tu?"
                                                            Amos Oz

giovedì 5 luglio 2007

La flaneuse

Salita delle battistine, residenza genovese del filosofo Nietzsche (foto di Giò)
Da giovane ho corso tanto ed ora mi piace camminare. Adoro passeggiare lentamente, quando sono libera da impegni,per le vie, nei vicoli e nelle creuze della mia città. Perdermi nel brusio delle strade, nel ronzio delle voci sconosciute, senza fretta e in balia del caso. Cammino per puro piacere, con passo felpato ed armonioso. Osservo mille immagini, evoco tanti ricordi. Mi specchio nei volti dei passanti, li sfioro e spesso riesco a cogliere frammenti delle loro speranze, chimere o dolori. Per fare ciò non devo correre. Il filosofo non corre: passeggia. Passo dopo passo, svuoto la mente dagli affanni e riaccendo la mia forza vitale. Nietzsche, gran passeggiatore, asseriva che solo le idee che ci brillano in testa, camminando, hanno vero valore. La condizione d'animo mentre cammino è piacevole e mi permette di conoscere meglio me stessa e ciò che mi circonda. Divento una.: "flaneuse". 
Da circa un anno passeggio anche virtualmente tra voi, senza essere osservata sono entrata in una nuova dimensione.

sabato 30 giugno 2007

Sprechiamo tanto

Spendiamo cifre ragguardevoli per alimentarci consumando il superfluo e poi buttiamo via ancora più soldi dal dietologo o in palestra per cercare di dimagrire! Questa, che è una contraddizione, sta diventando, purtroppo, una regola comune nella nostra civiltà dell'opulenza e del benessere.
Sprechiamo tanto.
Quanti di voi sanno che in Italia ogni anno buttiamo nei rifiuti la bellezza di 4 miliardi di euro in beni alimentari? Ogni giorno viene gettato via il 15% di pane e pasta, il 17% di carne e il 12% di frutta e verdura per un totale di circa i,5 milioni di tonnellate di derrate alimentari che, da sole, potrebbero sfamare una gran quantitità di persone che muoiono di fame in qualche angolo del terzo, o quarto mondo. Questo, se ci pensate, è davvero un insulto alla povertà, un comportamento che grida vendetta e che dobbiamo assolutamente affrontare in prima persona,  anche con il nostro esempio se occorre.

giovedì 21 giugno 2007

Nuvola Rossa

E’ giunta l’ora che l’umanità prenda al più presto delle decisioni concrete riguardo alle problematiche ecologiche.E’ necessario rieducare e rieducarsi ad una cultura del verde, insegnando ai giovani nuovi processi d’identificazione con la natura.Bisogna abbandonare le vecchie visioni imposte da religioni oscurantiste, cieche ed antropocentriche che vedono l’uomo re del creato. Le vecchie generazioni devono confessare ai giovani i loro errori e insieme rendersi conto che siamo solo semplici cellule allacciate a mille altre.Abbiamo commesso enormi danni forse raggiungendo il punto di non ritorno e siamo gli unici responsabili di questo disastro cosmico. Vogliamo appagare il nostro senso del divino? Promuoviamo le nuove sensibilità olistiche e ecofemministe, forse meno spirituali ma più reali riconoscendo la terra come la vera e viva (DEA MADRE).
Questi concetti erano già chiari e limpidi ai nostri antenati, specialmente ai mitici Nativi Americani.
NUVOLA ROSSA agli europei che volevano acquistare la terra dei Sioux rispondeva:
La terra non si può né vendere, né acquistare, poiché essa è il GRANDE SPIRITO.
Non c’interessa la ricchezza, essa è inutile e non si può portare con sé da morti. Della ricchezza che voi inseguite, non sappiamo che farcene; vogliamo solamente allevare i nostri figli nell’amore e nella pace.
                  

venerdì 15 giugno 2007

Favola ebraica

Yanuska Duraeuk era considerato da tutti lo scemo del villaggio.
La madre lo mandava ogni giorno dall'altra parte del ponte a portare il pranzo ai fratelli maggiori che lavoravano nei campi. Per Yanuska, sua madre metteva un solo tozzo di pane per tutto il giorno.
Un giorno si aprì improvvisamente un buco nella diga  e l'acqua cominciò ad uscire copiosa minacciando di sommergere tutta la valle.
Il giovane, che proprio in quel momento stava passando di li, prese l'unica fetta di pane che aveva e tappò il buco nella diga. Per caso stava passando anche il vecchio re, il quale, vista la scena se ne meravigliò e chiese al ragazzo. perchè l'hai fatto? Questi gli rispose: che significa, vostra maestà? L'ho fatto perchè non si allagasse tutto,altrimenti chissà quanta gente sarebbe affogata. E questo era tutto il tuo pane? domandò il re? Che cosa mangerai adesso per tutto il giorno? Insomma, se non mangio oggi, vostra maestà, che succede? Mangeranno altri, e io mangerò domani! Il vecchio re non aveva figli, e rimase così commosso dal gesto del ragazzo e  dalla sua risposta, che decise di farne il suo erede al trono-un re durka, cioè un re scemo.Yanuska sedeva sul suo trono ma tutti continuavano a ridere di lui,  e anche lui rideva di se stesso. Piano piano si capì che sotto il suo governo non scoppiavano mai guerre, perchè lui non conosceva l'aggressività, la vendetta, il rancore".Trascorsero alcuni anni, infine i generali lo assassinarono, presero il potere e dichiararono guerra a tutti i paesi confinanti. Durante  una feroce battaglia,fecero saltare anche la diga e in un attimo tutti gli abitanti  della vallata  morirono affogati.