giovedì 23 aprile 2009

Ricordo di LESTA

il mio amico Lesta da te.

Non è bello far vedere su di un manifesto pistole e bombe a mano. Allora si fanno sparire da una foto storica.
Attraverso semplici colpi di mouse, la Regione Liguria le ha cancellate dal tavolo, su cui alcuni partigiani stanno pianificando un’azione di guerriglia.
La resistenza non fu fatta a tavolino e nemmeno tirandosi i fiori.
In tema di revisionismo e del “volemose bene” sono riusciti a ridicolizzare la RESISTENZA GENOVESE.
Il partigiano a Sinistra della foto, si chiamava Emilio Roncagliolo, nome di battaglia “Lesta”, mio carissimo amico.
Uomo di primissimo piano nella lotta partigiana, fu il braccio destro del mitico Comandante Aldo Gastaldi, nome di battaglia “Bisagno”, purtroppo morto in circostanze misteriose, il 21/05/1945.
Ho salutato Lesta l’ultima volta il 10 Febbraio di quest’anno, in Piazza Baracca a Sestri Ponente, nella quale si è svolta una commovente cerimonia civile. Sono sicura che lui non avrebbe gradito questa manipolazione storica, atta a ribaltare la verità.

Continuerò a gridare ogni qualvolta si vogliono fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro
                                                         Bisagno
porto 2 014 da te.
porto 2 006 da te.

sabato 4 aprile 2009

Una serata particolare


Ieri sera, in un’oasi di pace, nel cuore di Genova, ho assistito ad un evento musicale d’alto livello.
Nella Chiesa del Monastero di santa Chiara (1299), vicino a san Martino d’Albaro, si è esibita l’orchestra giovanile del Conservatorio “ Nicolò Paganini”, diretta da Nevio Zanardi.
I violini, le viole, i violoncelli, il cembalo, i contrabbassi, uniti alla voce del contralto Chiara Bisso, mi hanno trasportata in un altro tempo.  Sono stati suonati Brani di Haydin, Bach, e Vivaldi.
L’ottima acustica, l’abilità dei giovani interpreti, diretti magistralmente dal maestro Zanardi, mi hanno commossa. Durante l’esecuzione dello Stabat Mater (Fac ut ardeat) d’Antonio Vivaldi, l’orchestra ha creato una rara ed emotiva profondità musicale.
Ringrazio le persone che mi hanno invitata a questo concerto, regalandomi momenti di vera arte.

venerdì 6 marzo 2009

Due risate





<< La mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto crudo democristiano, la coppa liberale, la finocchiona è radicale: il prosciutto cotto è fascista.>>
Lo sosteneva Francesco Nuti nel film Caruso Pascoski di padre polacco. E’ una sequenza cinematografica che ho sempre trovato geniale.
Ieri leggendo il libro d’Andrea Scanzi, (esperto enologo e sommelier), intitolato: elogio dell’invecchiamento, con sottotitolo alla scoperta dei dieci migliori vini italiani, ho trovato un parlamento nel quale ogni vitigno ha la sua ideologia.
Cito i principali
Il sangiovese è democristiano. Ha sempre la maggioranza, in tutta Italia. Piace a tutti, lo trovi ovunque.
Il Merlot, facile, è anticonformista. Cade sempre in piedi, non litiga con nessuno, insuperabile nel salire sul carro del vincitore. Dagli scandali esce sempre immacolato.
Il Lambrusco è proletario, fa l’operaio da una vita, crede ancora negli scioperi e spera che D’Alema, prima o poi dirà qualcosa di sinistra.
Il Cabernet Franc è verde, ecologista. Nessuno come lui ostenta fin dai profumi l’appartenenza alla terra. Credo che questo vino sia il preferito da Beppe Grillo.
Il prosecco è leghista, danaroso, poco incline alla multirazzialità. I suoi rappresentanti non sono Bossi e Calderoni, ci vuole il fisico di Alberto da Giussano
per il ruolo di vino da aperitivo, colui a cui è demandato il non facile inizio di un pasto
Il Carignano è secessionista. Crede, come ebbe il tempo di credere Fabrizio De André a furia di frequentarlo che i sardi siano gli indiani d’Italia.
Il Primitivo è mastelliano e non si capisce cosa voglia fare da grande.
Il Nebbiolo è sabaudo, monarchico. Non segue la moda, è diffidente del nuovo e non ama l’invecchiamento.
L’Aglianico è borbonico: Quando lo si beve, si deve accettare di salire nella macchina del tempo con Michael J. Fox. E’ un’esperienza temporale, più che sensoriale.
Il Syrah è di destra e non ha mai digerito la svolta di Fiuggi. E’ un vitigno nazionalista e patriottico.
Il Negroamaro è missino, per pura associazione semantica.
Il Piedirosso è comunista italiano.
Il Pignolo è dell’Italia dei Valori, cocciuto come Di Pietro.
Il Muller Thurgau vota Forza Italia.Nato da un esperimento di laboratorio, per mere esigenze personali. Non è buono, non gode di buona critica. Nessuno dice di berlo. Ma tutti lo bevono.
Il tocai Rosso è Rifondazione Comunista: Un vitigno sufficientemente elitario per piacere a Bertinotti.
Il Trebbiano è qualunquista, la politica non la segue perché tutti rubano alla stessa maniera.
Il Moscato è di sinistra, la Malvasia di destra e lo Chardonnay rigorosamente di centro.
La Barbera ha fatto il Sessantotto e nell’invecchiare si è fatta assumere da Italia 1.
Il Pinot Nero è l’anarchico.  Se fosse un uomo sarebbe un BaKunin scagliato contro la modernità.
E per finire La democrazia italiana?
Un novello, giovane ineffabile, senza pretese.

domenica 22 febbraio 2009

Celebrazione della fantasia

Immagine di Il libro degli abbracci

E' accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perchè mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si é sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
"Me l'ha  mandato un mio zio che sta a Lima".
" E va bene?" gli ho chiesto.
" Va un pò indietro", ha ammesso lui.

Racconto tratto dal libro degli abbracci di Eduardo Galeano

martedì 10 febbraio 2009

CHARLES DARWIN

Il francobollo di Darwin 2009

Per alcune associazioni religiose, Darwin è stato colui che ha rimosso l’essere umano dal rango privilegiato, che dio gli avrebbe riservato nel cosmo.Lo studioso ha assestato il colpo di grazia al millenario antropocentrismo delle religioni. La “selezione naturale” ha scalzato dio e ha dato finalmente le risposte più convincenti e scientifiche alle domande che da sempre assillano l’uomo: chi siamo? da dove veniamo? La cosa che mi ha sempre affascinato di Darwin è che nei suoi scritti, a differenza dei PRETI che lo hanno sempre contestato, ed hanno fondato il loro parassitismo su dio, egli ne parlò pochissimo. Mi è rimasto impresso un gustoso aneddoto della sua autobiografia. In una domenica afosa e senza vento, Darwin stava seduto in giardino, con accanto il suo cane.In lontananza si vedeva una bandiera, che ogni tanto era smossa da una leggera brezza. Ogni volta che ciò accadeva l’animale abbaiava furiosamente, come se il movimento della bandiera segnalasse la presenza di un’invisibile qualcuno.Per lo scienziato, il suo cane si comportava come un selvaggio, che dietro ad ogni evento naturale crede che ci sia sempre una causa soprannaturale.Da questo comportamento, definito da Darwin: TEOLOGIA DA CANI, nasce l’origine e la credenza che ci siano entità spirituali in grado di governare tali fenomeni.

domenica 25 gennaio 2009

Io vi ricordo e non vi dimentico


Ricordare, ricordare
è come un pò morire,
tu adesso lo sai
perchè tutto ritorna,
anche se non vuoi.
E scordare e scordare
è più difficile,
ora sai che
è più difficile,
se vuoi ricominciare.
Ricordare, ricordare
è come un tuffo
in fondo al mare.
Ricordare, ricordare
quel che c'è da cancellare
e scordare e scordare
è che perdi cose care
e scordare e scordare
finiranno gioie rare.

testo della canzone di Giuseppe Tornatore,  musica di Ennio Morricone

Colonna sonora del film: Una pura formalità

lunedì 19 gennaio 2009

Nuvole

nuvole da te.
 In perenne conflitto con il mio tempo,non desidero più nulla di materiale.


"Amo le nuvole... Le nuvole che passano...laggiù... Le meravigliose nuvole. (Baudelaire)


Solo esse sono il simbolo della Libertà.
Anch'io mi sento un pò nuvola:

Morbida,delicata,vagabonda ma sempre pronta a scatenarmi e divetar tempesta.

lunedì 5 gennaio 2009

Panchina n°1

Mi piace scoprire e sedermi sulle panchine, collocate nei luoghi più caratteristici della mia città.
La mia preferita si trova al “Porto Antico”, precisamente su L’isola delle chiatte, una struttura galleggiante, ancorata ai moli da grosse ed arrugginite catene.
Lo sciabordio delle onde, muove le chiatte e le catene tirandosi emettono un suono, simile al canto delle sirene.
Essere cullata dal mare ed ascoltare questa musica, mi rilassa e il mio animo agitato, ritrova la serenità.
Al melodioso canto, a volte si unisce anche il suono emesso dal vento, che sfiorando le sartie tese delle barche a vela, le trasforma in mille arpe eoliche.
La vera magia si compie solo al tramonto, quando il cielo si tinge di rosso ed innumerevoli scintille, illuminano il mare e gli alberi maestri delle barche.
 La mia fantasia si accende e m’induce a paragonare quelle luci ai “Fuochi di Sant’Elmo”, descritti magistralmente da H. Melville nel libro Moby Dick, che annunciano la fine delle tempesta per il mare, la salvezza per i marinai e la pace per me
Le chiatte da te.

sabato 20 dicembre 2008

In pista come nella vita



Le mie due grandi passioni sono: l’atletica e la letteratura.

Della prima mi restano solo dei ricordi meravigliosi, mentre della seconda, più trascorrono gli anni e più ne divento dipendente.

Allenamento e umiltà sono necessari per praticare queste discipline.

Non ricordo il nome di chi ha paragonato i 100 metri alla poesia.

Sinonimo di bellezza che si combinano in una miscela d’estetica e batticuore.

Gli 800 metri (la mia specialità) si possono accostare ai racconti brevi o alle novelle. Spinta e potenza non bastano, occorrono resistenza e velocità. Riuscire ad emozionare lo spettatore o il lettore con poche pagine o con due giri di pista, non è un’impresa facile.

Infine la fatica fisica e mentale della maratona, che necessita di un gran senso tattico per dosare le energie, di pazienza e di rigore per affrontare le salite, le discese le crisi, l’imprevisto, come avviene nei grandi romanzi.

Gli anni sono trascorsi velocemente ed io non corro più, ma mi è rimasta la mentalità della maratoneta che guarda sempre in avanti, misura le forze ed anela ogni giorno ad un traguardo, per sfidare se stessa.

giovedì 11 dicembre 2008

Nascondersi sotto un ombrello



Sono nata a Genova e sin da piccola ho imparato a  distinguere la parsimonia dall’avarizia. Le donne della mia terra tendono ad essere parsimoniose per compensare la povertà della Liguria.
L’avaro, spesso è ricco, non colto, a volte cattivo e nonostante abbia speso gran parte della sua vita per mimetizzare questo difetto, lascia segni indelebili. Mira a volere tutto senza dare mai niente.
Spegne, mortifica gli amici e non riesce a concedersi sentimentalmente neanche con la sua compagna di vita.

Oggi quello che credevo un amico è riuscito a ferirmi con la sua arida e meschina avarizia.