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martedì 14 dicembre 2010

Natale

Natale


Non amo il natale
stupido, reso banale.
Provo disagio e tristezza
per tanta gaiezza.

A tanta sofferenza
ostentate indifferenza,
e luminarie vuote d’amore,
a chi han tolto il cuore.

E’ tutto da cambiare

non c’è da festeggiare…
 

martedì 5 febbraio 2008

Vota Antonio!

Il mio amico, Mario Basilio Dallorto,
uno dei migliori autori dialettali genovesi viventi,
ieri mi è venuto a trovare e parlando dell’attuale situazione
politica mi ha esposto il suo pensiero in versi,
tratto da un aforisma di Churchill

Ö gran politicante                       
o lè quello                                    
ch’ o te  spiega pe’ fi e pe’ segno  
cose succedià tra ûn meize          
e doppo questo tempo                  
o te spiega in-te ûn momento       
perché o no l’è avvegnûo.              

Quanti politicanti ho visto           

Da quande son nasciûo!                 

L’affermato politico
è quello che ti spiega per filo e per segno
cosa succederà tra un mese
e trascorso questo tempo
ti spiega in un attimo
perché non è avvenuto.

Quanti politicanti ho visto
da quando sono nato!

Sono proprio curiosa di sentire le nuove promesse!

giovedì 1 marzo 2007

La luce di Genova

Amo Genova e la sua luce prima dell’imbrunire, quando ricopre di rosa per un lungo attimo le facciate dei suoi antichi palazzi e d’argento le centinaia di tetti d’ardesia, facendoli luccicare come scaglie di mare. Di questa luce è stato estimatore Nietzesche, che abitò a lungo in Salita delle Battistine, la mulattiera vicino a Villetta Di Negro. Poi il mio poeta, Dino Campana che ha dimorato in Vico Vegetti, un vicolo vicino a Piazza Sarzana. Questa luce è caratteristica delle città mediterranee che si affacciano sul mare, ma quella di Genova è particolare. Nice la considerava lo scenario ideale, giusto ed euforico della sua filosofia, liberatrice dell’uomo dai vincoli delle religioni e dalle pesanti eredità della storia.
Se capitate a Genova cercate questa luce! E’ sublime.
…..
La gran luce mediterranea
S’è fusa in pietra di cenere:
Per vichi antichi e profondi
Fragore di vita, gioia intensa e fugace:
Velario d’oro di felicità
E’ il cielo ove il sole ricchissimo
Lasciò le sue spoglie preziose
E la città comprende
E s’accende
E la fiamma titilla e assorbe
I resti magnificenti del sole,
E intesse un sudario d’oblio
Divino per gli uomini stanchi.
Perdute nel crepuscolo tonante
Ombre di viaggiatori
Vanno per la Superba
Terribili e grotteschi come i ciechi.
…..
( Da Genova, Canti Orfici 1914)                          DINO CAMPANA
 

sabato 17 febbraio 2007

Granarolo

GRANAROLO
Prova andarci in Primavera
sferragliando in cremagliera...
svetta in alto Granarolo
là c'è il porto... là c'è il molo.
Cielo azzurro con il sole,
verde erba con le viole,
le ginestre sono aulenti,
suon d'elitre vien coi venti.
Laggiù le navi e le campane
nell'aree suonan lontane;
quassù tutto par che tace,
qui qualcuno vuole pace!
Sola e in alto sono lieta
meditar mi piace quieta
e mi fingo già nel nulla,
già nel tempo che mi culla.
Non più desio, nessuna voglia
varcherei di qui la soglia.
                                    Giuseppe Campanella

mercoledì 20 dicembre 2006

La canzone di Piccolino


DEDICATA A TUTTI I PICCOLINI DEL MONDO


Piccolino, morta mamma,                        
non ha più di che campare;                                    
resta solo con la fiamma                       
del deserto focolare;                            
poi le poche robe aduna,                     
mette l’abito più bello
per venirsene in città.
Invocando la fortuna
Con il misero fardello,
Piccolino se ne va.

E cammina tutto il giorno,
si presenta ad un padrone:
-“Buon fornaio al vostro forno
accoglietemi garzone”.-
Ma il fornaio con la moglie
Ride ride trasognato:
-“Piccolino, in verità
il mio forno non accoglie
un garzone appena nato!
Non sei quello che mi va”.

Giunse al Re nel suo palagio,
si presenta ardito e fiero:
-“Sono un piccolo randagio,
Sire, fatemi guerriero”.-
Il buon Re sorride:-“Omino,
vuoi portare lancia e màlia?
Un guerriero? In verità
Tu  hai bisogno della balia!
Tu sei troppo piccolino:
non sei quello che mi va”.

Vien la guerra, dopo un poco,
sono i campi insanguinati;
Piccolino corre al fuoco,
tra le schiere dei soldati.
Ma le palle nell’assalto
Lo sorvolano dall’alto
Quasi n’abbiano pietà.
-“E’ carino quell’omino,
ma per noi troppo piccino:
Non è quello che ci va!”-

Finalmente una di loro
Lo trafora in mezzo al viso,
Esce l’anima dal foro,
vola vola in Paradiso:
ma San Pietro: -“ o Piccolino,
noi s’occorre d’un Arcangelo
ben più grande, in verità.
tu non fai nemmeno un Angelo
e nemmeno un Cherubino…
non sei quello che ci va”.-

Ma dal Trono suo divino
Gesù Cristo scende intanto,
e sorride a Piccolino
e l’accoglie sotto il manto:
-“ Perché parli in questo metro,
o portiere d’umor tetro?
Piccolino resti qua.
Egli è piccolo e mendico
senza tetto e senza amico:
Egli è quello che mi va…
O San Pietro, te lo dico,
te lo dico in verità!…”-   
                                            Guido Gozzano

domenica 26 novembre 2006

Viaggio

Viaggio in treno, vado a lavorare
torno e riesco anche a sognare.
il rumore già mi culla,
gli occhi assorti son nel nulla.

Rivedo una bimba: avversa al male
Occhi chiari, viso ovale,
che pensava a un mondo giusto
dove vivere con gusto.
Son cambiati i tempi e i treni,
nello specchio vedo i segni:
occhi chiari, viso smunto,
della vita ho fatto il punto.

Forte urlo il mio dissenso,
sordo è il mondo a quel che penso
ed ostenta indifferenza
a cotanta  sofferenza.
Solo ora finalmente
vedo tutto chiaramente,
son felice sia avvenuto
pria che il tempo sia scaduto.