Il silenzio della sinistra è... assordante!
Il silenzio della sinistra è... assordante!
dentro l'Imbrunire.
Fatico a trovare speranza, luce (Alba) in un momento di oscurità o fine (Imbrunire).
E' arduo guardarmi attorno e riconoscere poco o nulla di ciò che ho amato, vissuto e costruito. Sono cambiati i valori, le abitudini e persino il linguaggio. A volte mi sembra di vivere in un mondo che non parla più la lingua dell'anima.
Sono lontani gli anni sessanta, un periodo della mia vita in cui avevo quasi la certezza di vedere e vivere in un mondo migliore. Oggi provo solo... delusione!
MIMOSE PER OGNI DONNA.
Nooooo, basta regalare questo fiore effimero. Io voglio cose concrete. Il rispetto, la parità, l'amore non tossico, per permettere alle donne di vivere meglio gli altri 364 giorni.
Questo post lo scrissi il 9 giugno 2007. Oggi ho deciso di riproporlo perchè è sempre attuale. Venti anni fa, il mio blog non era frequentato, mentre oggi, so di avere alcuni amici.😍
https://angelalamaratoneta.blogspot.com/2007/06/come-abebe-bikila.htm
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In gioventù, lessi il libro scritto da Carlo Levi e pubblicato da Enaudi nel 1945: "Cristo si è fermato ad Eboli". Sono trascorsi 54 anni e in questo periodo storico molto particolare, ho sentito il desiderio di rileggerlo. Levi fu confinato in un paese sperduto della Lucania, perchè antifascista e nelle pagine di questo libro, racconta magistralmente la vita amara e arretrata dei contadini. Sono uomini privati di tutto, che non si sentono tali ma si considerano solo animali da soma. Il libro è attualissimo perchè anche ai giorni nostri, l'esistenza di alcuni lavoratori è rimasta tale.
Nella mia vita mi è capitato spesso di rileggere dei libri ma il record appartiene a tre di essi.
"Lettere a un bambino mai nato", scritto dall'indimenticabile Oriana Fallaci. La prima volta lo lessi in età adolescenziale, la seconda in attesa di mia figlia Francesca e la terza quando divenni madre. Il secondo è un testo di Jeane Giono intitolato: "Lettera ai contadini sulla povertà e la pace" e il terzo sempre dello stesso autore: "L'uomo che piantava gli alberi", testo che dovrebbe essere inserito nei programmi scolastici.
Ogni volta che rileggo un libro, riaffiorano le emozioni precedenti, che sommate alle nuove e alla mia crescita, mi fanno provare delle sensazioni inaspettate.
Il mio pensiero ora vola al poeta Franco Armino, che ha scritto questa splendida poesia.
La salvezza dell'uomo a mio modesto parere si può attuare solo attraverso il lavoro manuale, riconoscendone il valore.
Sobrietà, lentezza, serenità e convivialità, dove sono finite?
PICCOLO ESEMPIO