sabato 9 giugno 2007

COME ABEBE BIKILA

Addormentarmi la sera, è diventato un vero problema. Durante le ore di veglia nella mia mente i pensieri si susseguono uno dietro l’altro senza tregua.
Finalmente, quando il sonno mi avvolge, spesso sogno di correre.
Mi rivedo giovane, sulla linea di partenza,concentrata al massimo mentre da lontano mi giunge la voce del mio allenatore che m’incoraggia. Lo sparo dello starter da il via alla gara, Provo una tale leggerezza che ho la sensazione di vivere al di fuori del mio corpo. Giunta sul rettilineo finale, accelero, tiro in fuori il busto, indietreggio la testa come il protagonista del film “Sogni di gloria” e finalmente scalza, come il mitico Abebe Bikila, taglio il filo di lana del traguardo, vincitrice.
Mi sveglio e interpretando il sogno penso che corro per fuggire dalla realtà che mi circonda.
 Il mio corpo non è più leggero ma dolorante e la mia vita attuale non può essere assolutamente paragonata a quella vissuta negli splendidi anni sessanta.
Di quei momenti conservo in una vecchia scatola: medaglie, ritagli di giornali e alcune foto, testimoni del periodo più bello della mia vita.

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