lunedì 17 giugno 2019

Panchina n° 3 LA MIA PREFERITA



Questa panchina si trova sul mio terrazzo. Mi piace sedermi ad osservare il magnifico panorama della mia amata Genova, che ha il potere di rilassarmi. In questa foto poi sono in compagnia di mio nipote e quindi la felicità.....  è assicurata!!!!!!

giovedì 6 giugno 2019

PANCHINA n° 2


Questa panchina si trova in Via Mura delle Capuccine a Genova. Su di essa  mi siedo spesso per riposarmi ed ammirare il paesaggio durante le mie camminate. Mi piace guardare senza essere vista e contemplare lo spettacolo che mi circonda. Sedersi sulle panchine a leggere, discutere o semplicemente pensare ai fatti propri, è diventato un atto anarchico.
Sarà per questo motivo che le panchine, ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e abitare la città e lo spazio, spariscono una dopo l'altra in tutta Italia?

giovedì 16 maggio 2019

Il muro usato come lavagna 4


Mi stavo recando a piedi verso il centro di Genova, giunta vicino all'università, il mio sguardo è stato rapito da queste due parole.
La mano che ha scritto questa frase ci invita a pensarci liberi perché liberi del tutto non lo siamo MAI...
Immediatamente mi è tornata in mente la canzone scritta da Giorgio Gaber:

                                                             La libertà non è star sopra un albero
                                                             Non è neanche avere un'opinione
                                                             La libertà non è uno spazio libero
                                                             Libertà è partecipazione.

martedì 30 aprile 2019

1° MAGGIO

Nella città, di sopra vivono i ricchi che godono di tutti gli agi. In quella inferiore gli operai, sfruttati come schiavi. 




Non è lavoro è sfruttamento


                                         
Immagini tratte dal film Metropoli (1927)

1° Maggio 2019 le divisioni di classe si sono accentuate e   purtroppo .....peggioreranno.



mercoledì 24 aprile 2019

Liberazione

                     
Targa posizionata a Genova-Granarolo
                                                            
                                                                             Genova sempre umana,
                                                                                                presente, partigiana
                                                                                    (Giorgio Caproni - litania n° 76)

lunedì 15 aprile 2019

Abbiamo atteso 17 anni!!!!!!!


Finalmente dopo 17 anni, ieri notte , la carrozza n° 2 della Cremagliera Principe-Granarolo è tornata a Genova.



Immensa è stata la gioia nel momento magico in cui è arrivata la bisarca che la trasportava.La vecchia "signora" anno 1929 , completamente restaurata, è per gli  abitanti di Granarolo, l'unico mezzo di trasporto per raggiungere le loro case, senza dover scarpinare per le creuse. Indissolubili sentimenti di affetto ci legano a questo particolare mezzo.


Emozionante e complicato è stato il momento in cui la gru l'ha posizionata sui binari. 


La fotografia è di questa mattina che la ritrae in tutta la sua bellezza.



Finalmente è pronta per essere trasportata al capolinea dal quale si gode un panorama mozza fiato


Speriamo che i collaudi diano esiti positivi perché non vedo l'ora di sferragliare sopra la mia adorata cremagliera.

GRANAROLO
Prova ad andarci in Primavera
sferragliando in cremagliera...
svetta in alto Granarolo
là c'è il porto...là c'è il molo.
Cielo azzurro con il sole
verde erba con le viole
le ginestre sono aulenti
suon d'elitre vien coi venti.
Laggiù le navi e le campane
nell'aere suonan lontane,
quassù par che tace
qui qualcuno vuole pace!
Solo e in alto sono lieto
meditar mi piace quieto
e mi fingo già nel nulla
già nel tempo che mi culla.
Non più desio, nessuna voglia
varcherei da qui la soglia.

Campanella Giuseppe (scritta da un paesano di Granarolo)


Il muro usato come una lavagna 3


lunedì 1 aprile 2019

"LITANIA" di Giorgio Caproni per la mia amata GENOVA





Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta una vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Carruggi.
Genova e così sia,
mare in un'osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d'Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Di sottana.
Genova d'acquamarina,
aerea, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Triglia.
Genova d'aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Marose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell'Acquasola,
dolcissima, usignuola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d'Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.

Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova profonda corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d'urti da non scordare.

Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara.

Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.
Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d'argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grige mura.
Distretto. La paura.
Genova dell'entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.
Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.
Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.
Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.
Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.
Genova mio domicilio,
dove m'è nato Attilio.

Genova dell'Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.
Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.
Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.
Genova di stocafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.


Giorgio Caproni


                                         

domenica 17 marzo 2019

Ridatemi il "MUGUGNO"




Nell'atrio del Palazzo Ducale di Genova, è collocata una cassetta postale murata, denominata:
"Calice." In un lontano passato, aveva la funzione di raccogliere i mugugni (lamentele-brontolii) e le segnalazione dei  genovesi. Da un'eternità non è più attiva, anzi è stata coperta da una lastra trasparente di plexiglas, che permette solo di osservarla.
Per i liguri, il mugugno è un fatto caratteriale, come l'amore per il basilico regale, per la focaccia appena sfornata, per la farinata croccante e l'odore del mare.
Mi piacerebbe che il Calice tornasse in funzione immediatamente.
Il sindaco, il governatore e ogni politico, potrebbero trarne edificanti suggerimenti per risolvere i numerosi problemi, che quotidianamente i cittadini devono affrontare. Il tragico crollo del ponte Morandi, oltre aver causato la morte di 43 persone innocenti, ha diviso la città in due, creando enormi disagi. La burocrazia con le tante parole dette, alle quali non sono seguiti i fatti, sta facendo morire piano, piano la "Superba".  Abbiamo bisogno solo di un ponte ha scritto Simone Pagano al ministro Toninelli .Sono trascorsi sette mesi dalla tragedia, e quello che resta del ponte è ancora lì.



sabato 9 marzo 2019

Piccoli "GIUSTI" della Mameli

Il 21/01/2019, mi sono recata alla scuola Mameli per ricordare e testimoniare il giorno della memoria.
A questo incontro, hanno partecipato parecchi alunni e il silenzio con cui hanno visionato il documentario, riguardante Anna Franck e ascoltato le miei parole, era totale.
La settimana scorsa, la maestra della quinta B, mi ha telefonato, per fissare un incontro perché doveva consegnarmi un dono. Ci siamo viste l'indomani e quando le mie mani hanno accolto l'elaborato, che i suoi alunni avevano preparato per me, mi sono commossa.
All'interno di questo inestimabile regalo, ci sono vergati i pensieri di ventidue ragazzi, che hanno percepito profondamente la mia testimonianza.

Grazie ragazzi e non bambini perché con le vostre considerazioni avete dimostrato una maturità superiore a certi adulti.





Gaia- Alice-Mattia-Lorenzo

Simone-Sebastiano

Calvin-Davide-Riccardo-Simon

Christian-Federica-Francesca

Martina-Alessia

Pasquale- Sofia-Stefania-Noah


Francesca Rachele-Elisa-Giulio