venerdì 30 agosto 2019

Il muro usato come lavagna 6

Il 05/12/1746 Giovanni Battista Perasso, detto il Balilla, (Balin-bambino piccolo) scagliò una pietra contro le truppe austro-piemontesi, che occupavano Genova. La miccia che fece esplodere la rivolta fu l'ordine imposto ai genovesi di estrarre un pezzo di artiglieria dal fango. Balilla mentre scagliò la pietra urlò: che l'inse ( Volete che comincio?) e la rivolta popolare di Portoria ebbe inizio.
Sui muri di Genova, sopratutto nel centro storico è riapparsa questa scritta. Forse i genovesi vogliono riappropriarsi della propria città, invasa da migliaia di turisti maleducati, scaricati nel porto da navi gigantesche e molto inquinanti. Le etnie presenti sono innumerevoli e vantiamo quella  sudamericana più numerosa d'Italia. In questi ultimi mesi anche la comunità cinese è aumentata improvvisamente in modo esponenziale.Il dialetto genovese è morto ma l'italiano è in coma. Zena era superba, ora è diventata una babilonia.



venerdì 9 agosto 2019

IL MURO USATO COME UNA LAVAGNA 5


Genova ha perso il suo decoro. Non ci sono più norme che regolano le relazioni sociali: vivere. vestire e parlare.

sabato 6 luglio 2019

Non si sposa più nessuno

Mi sono recata in Via Garibaldi, a Palazzo Tursi, sede del comune di Genova per svolgere alcune commissioni.
Nel cortile ci sono delle bacheche nelle quali venivano affisse le pubblicazioni di matrimonio. Purtroppo erano completamente vuote.





Peccato non si sposa più nessuno e questa constatazione mi ha rattristato.


Nell'arco di 50 anni  i costumi sono cambiati. Il matrimonio in chiesa è stato abbandonato ma anche quello civile ha fatto il suo tempo. Oggi tutti convivono.... allegramente.

 

lunedì 17 giugno 2019

Panchina n° 3 LA MIA PREFERITA



Questa panchina si trova sul mio terrazzo. Mi piace sedermi ad osservare il magnifico panorama della mia amata Genova, che ha il potere di rilassarmi. In questa foto poi sono in compagnia di mio nipote e quindi la felicità.....  è assicurata!!!!!!

giovedì 6 giugno 2019

PANCHINA n° 2


Questa panchina si trova in Via Mura delle Capuccine a Genova. Su di essa  mi siedo spesso per riposarmi ed ammirare il paesaggio durante le mie camminate. Mi piace guardare senza essere vista e contemplare lo spettacolo che mi circonda. Sedersi sulle panchine a leggere, discutere o semplicemente pensare ai fatti propri, è diventato un atto anarchico.
Sarà per questo motivo che le panchine, ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e abitare la città e lo spazio, spariscono una dopo l'altra in tutta Italia?

giovedì 16 maggio 2019

Il muro usato come lavagna 4


Mi stavo recando a piedi verso il centro di Genova, giunta vicino all'università, il mio sguardo è stato rapito da queste due parole.
La mano che ha scritto questa frase ci invita a pensarci liberi perché liberi del tutto non lo siamo MAI...
Immediatamente mi è tornata in mente la canzone scritta da Giorgio Gaber:

                                                             La libertà non è star sopra un albero
                                                             Non è neanche avere un'opinione
                                                             La libertà non è uno spazio libero
                                                             Libertà è partecipazione.

martedì 30 aprile 2019

1° MAGGIO

Nella città, di sopra vivono i ricchi che godono di tutti gli agi. In quella inferiore gli operai, sfruttati come schiavi. 




Non è lavoro è sfruttamento


                                         
Immagini tratte dal film Metropoli (1927)

1° Maggio 2019 le divisioni di classe si sono accentuate e   purtroppo .....peggioreranno.



mercoledì 24 aprile 2019

Liberazione

                     
Targa posizionata a Genova-Granarolo
                                                            
                                                                             Genova sempre umana,
                                                                                                presente, partigiana
                                                                                    (Giorgio Caproni - litania n° 76)

lunedì 15 aprile 2019

Abbiamo atteso 17 anni!!!!!!!


Finalmente dopo 17 anni, ieri notte , la carrozza n° 2 della Cremagliera Principe-Granarolo è tornata a Genova.



Immensa è stata la gioia nel momento magico in cui è arrivata la bisarca che la trasportava.La vecchia "signora" anno 1929 , completamente restaurata, è per gli  abitanti di Granarolo, l'unico mezzo di trasporto per raggiungere le loro case, senza dover scarpinare per le creuse. Indissolubili sentimenti di affetto ci legano a questo particolare mezzo.


Emozionante e complicato è stato il momento in cui la gru l'ha posizionata sui binari. 


La fotografia è di questa mattina che la ritrae in tutta la sua bellezza.



Finalmente è pronta per essere trasportata al capolinea dal quale si gode un panorama mozza fiato


Speriamo che i collaudi diano esiti positivi perché non vedo l'ora di sferragliare sopra la mia adorata cremagliera.

GRANAROLO
Prova ad andarci in Primavera
sferragliando in cremagliera...
svetta in alto Granarolo
là c'è il porto...là c'è il molo.
Cielo azzurro con il sole
verde erba con le viole
le ginestre sono aulenti
suon d'elitre vien coi venti.
Laggiù le navi e le campane
nell'aere suonan lontane,
quassù par che tace
qui qualcuno vuole pace!
Solo e in alto sono lieto
meditar mi piace quieto
e mi fingo già nel nulla
già nel tempo che mi culla.
Non più desio, nessuna voglia
varcherei da qui la soglia.

Campanella Giuseppe (scritta da un paesano di Granarolo)


Il muro usato come una lavagna 3